CANTO: CANTARE LE NOTE ACUTE
Riuscire a cantare le note alte, riuscire cioè a eseguire suoni situati all’estremo superiore della propria estensione vocale, è un po’ il cruccio di ogni cantante. Se sei un aspirante cantante e stai prendendo le tue prime lezioni, avrai sicuramente provato le tue prime delusioni nello scoprire che certe note sono proprio difficili da emettere.
Ma ciò non deve preoccuparti, anche i professionisti hanno i loro bei problemi, e la maggior parte del loro studio è proprio volto a migliorare continuamente l’emissione delle note acute.
Ora, quando si fanno i primi tentativi di cantare note alte può succedere che:
1- Non ci si arriva;
2- Ci si arriva, ma si fa molta fatica e dopo breve tempo si tende a perdere la voce;
3- Le note hanno un suono brutto e le note si spezzano.
Allora vediamo di ricordare come funzionano le corde vocali (Leggi anche “Le corde vocali”).
Sappiamo che le corde vocali mutano nella forma e nello spessore a seconda della frequenza del suono che devono emettere. Nel caso specifico, quando devono emettere un suono acuto si assottigliano, perchè assottigliandosi possono vibrare più velocemente e quindi emettere note ad una frequenza più alta.
Sappiamo anche che la vibrazione delle corde dipende dalla quantità di aria che vi facciamo transitare. Più le corde sono sottili e minore dovrà essere la quantità di aria che deve transitare, perchè per muovere una massa più piccola (le corde vocali assottigliate), serve una minor quantità di forza.
Quando non si riesce a cantare una nota acuta, significa molto spesso che le corde vocali non si assottigliano, per cui ci troviamo a dover muovere una massa molto più spessa di quello che dovrebbe, usando di conseguenza molta più aria di quella che sarebbe necessaria, senza naturalmente riuscire ad ottenere l’effetto voluto, nonostante lo sforzo che mettiamo in atto.
Ora dobbiamo chiederci per quale motivo le corde non si sono assottigliate, impedendoci di eseguire il suono che ci eravamo prefissati di ottenere.
Ebbene, si tratta nella maggior parte dei casi di un problema essenzialmente muscolare.
Sappiamo che le corde vocali sono contenute nella laringe, che è un organo mobile, cioè è capace di muoversi all’interno della gola in senso orizzontale ma soprattutto in senso verticale. Il motivo è fisiologico: la sua motilità, prodotta da determinate muscolature “estrinseche”, ci permette di deglutire e impedisce che il cibo defluisca nella trachea. Ma è deleteria nel canto, a meno che non si riesca a controllarla, perchè gli stessi muscoli deputati alla deglutizione hanno il brutto vizio di intervenire anche durante l’emissione delle note, nella fattispecie spostando la laringe verso l’alto nell’emissione delle note acute.
Ma ciò è causato anche da una nostra attitudine negativa riguardo alle note alte, pensandole sempre come un qualcosa che si ottiene con grande sforzo. Per colpa di questa nostra falsa credenza, tendiamo ad avere un approccio troppo muscolare con i suoni alti, attivando in questo modo tutte quelle muscolature (estrinseche) che invece dovrebbero essere tenute belle tranquille e a riposo. Di conseguenza le corde vocali si trovano impossibilitate a vibrare come dovrebbero.
Ricorda: le muscolature del collo, della mandibola, e in genere della parte superiore del torace devono essere sempre tenute rilassate. Dobbiamo assolutamente imparare ad escludere questi muscoli quando cantiamo, e soprattutto nel momento in cui andiamo a cantare note acute.
Un’altro elemento da tenere presente è che le note alte devono risuonare in testa (Leggi anche “Registri vocali e risonanze”). Ma attenzione! Il fatto che queste note debbano risuonare nella calotta cranica non significa che le devi pensare in alto.
In realtà è il perfetto contrario! Ogni volta che devi emettere un suono alto devi pensare in basso, cioè pensare che laringe e diaframma devono rimanere abbassati, mentre solo la nota deve risuonare in alto. E più laringe e diaframma restano abbassati, più la nota acuta potrà risuonare correttamente.
Mirco Conforti
















