CANTO. LA RESPIRAZIONE NELLA TECNICA DI AFFONDO
Non preoccuparti, affondare la voce non significa cantare sott’acqua. A parte gli scherzi, abbiamo visto negli articoli precedenti quanto sia importante adottare una corretta respirazione nel canto.
Senza l’apporto di una corretta respirazione non è possibile cantare correttamente.
Ora, non esiste una tecnica respiratoria unica, ma varie scuole di pensiero che adottano e insegnano meccaniche respiratorie diverse, a volte anche in contrapposizione tra loro.
E’ chiaro però che nessuno ha la possibilità e la voglia di perdere tempo a sperimentare le varie tecniche per trovare infine quella che più si addice alle proprie carattreristiche e alle proprie capacità. Senza contare che andando così alla cieca, si rischia di imbattersi in insegnamenti sbagliati, e nel canto, si sa, una tecnica sbagliata può risultare devastante per le corde vocali!
Allora qui voglio darti un aiuto nella tua ricerca (senza la presunzione di avere in tasca la verità assoluta!) e darti almeno un punto fermo da cui partire per comprendere ciò che molti (purtroppo!) maestri di canto tralasciano di insegnare: la respirazione (appunto).
Ho già parlato in articoli precedenti della sede della presa di fiato e del concetto di appoggio e sostegno respiratori. Non a caso: sono i fondamenti della “Tecnica di Affondo“. E’ un metodo di insegnamento che pone particolare attenzione, prima di affrontare tutti gli altri aspetti dell’emissione cantata, all’apprendimento della gestione dell’aria in entrata e in uscita dai polmoni.
Nella Tecnica di Affondo (T.d.A), è la zona inferiore del busto che si fa carico del ciclo respiratorio. Infatti, l’inspirazione più efficace, più rilassante e più redditizia è quella che vede interessati i muscoli addominali, i muscoli lombari e le costole fluttuanti (le ultime costole, quelle che non sono attaccate allo sterno).
In questo modo è possibile evitare la trasmissione di qualsiasi contrazione e/o irrigidimento nelle muscolature adiacenti alla laringe, che è una condizione essenziale per il canto.
Le muscolature che gravitano intorno alla laringe devono essere completamente rilassate per evitare di interagire con i muscoli addetti al movimento delle corde vocali, e la presa di fiato praticata nella T.d.A assicura questa condizione.
La presa di fiato opposta, quella clavicolare (peraltro credo ormai bandita da tutte le scuole di canto) non può in nessun modo evitare questa trasmissione involontaria di contrazioni alla laringe, e una laringe compressa, si sa, non è in grado di rispondere con dovuta spontaneità alle sollecitazioni dell’atto canoro. Inoltre, una presa di fiato “alta” sollecita solo l’ampliamento dell’apice dei polmoni, che provoca un utilizzo solamente parziale della loro capacità, con conseguente insufficiente autonomia di fiato.
Per questo gli insegnanti che adottano la Tecnica di Affondo, pongono le prime attenzioni e i primi esercizi ginnici e vocali all’individuazione della cintura muscolare che orbita intorno al diaframma e al suo potenziamento. Alcuni di questi esercizi sono illustrati nei miei articoli: “La respirazione corretta” e “Semplici esercizi per la respirazione”.
Attenzione: gli esercizi sono validi sia per gli uomini che per le donne, anche in stato di gravidanza! Si è per molto tempo creduto che la particolare conformazione toracica delle donne non permettesse loro un gesto respiratorio a carico esclusivo dell’area diaframmatica.
Si riteneva anche che l’attività respiratoria di una gestante non potesse raggiungere i livelli indispensabili al canto professionale, a causa della variazione di peso e di volume dell’utero. Non è così. Oggi non c’è alcun dubbio che anche le donne hanno pieno accesso alla respirazione addominale, anche in stato di gravidanza. Una gestante può semmai essere soggetta a cali di prestazione durante la propulsione, l’espulsione dell’aria, ma non durante l’inspirazione. La prova è che nei corsi premaman, ormai da molti anni si praticano dei cicli respiratori esclusivamente diaframmatici, rilassati e completi.
In definitiva la respirazione diaframmatica è fonte di rilassamento dell’apparato vocale, sia maschile che femminile e permette di sfruttare l’intera capacità polmonare. Non si può chiedere di più.
La T.d.A. viene molto spesso erroneamente additata come quella tecnica che insegna a tenere bassa la laringe durante il canto. Falso. La laringe durante l’atto canoro non deve subire spostamenti verticali nè verso alto nè verso il basso. La T.d.A. in questo senso insegna tutte quelle tecniche che servono a impedire la spontanea risalita della laringe durante l’emissione di note acute.
E’ falso anche il luogo comune che la T.d.A. sia esclusivo appannaggio dei cantanti lirici. Chiunque può avvalersi di questa tecnica di canto: uomini, donne, cantanti lirici e cantanti leggeri.
Per concludere, sono convinto che praticare una corretta respirazione giovi enormemente all’emissione cantata, salvaguardi le corde vocali e contribuisca a mantenere una corretta postura della laringe.
Credo che la Tecnica di Affondo soddisfi tutte le esigenze del canto, migliori le prestazioni e salvaguardi il patrimonio vocale di chi la adotta. Non è l’unica tecnica, non so se sia in assoluto la più efficace, ma di sicuro l’organo vocale di chi la pratica (ne conosco alcuni, tra i quali mia moglie) non subisce logoramenti nel corso del tempo.
Mirco Conforti









