CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI
Questo è di gran lunga l’articolo più importante che abbia mai pubblicato sul mio sito da quando è nato ad oggi.
Avrai probabilmente visto che in un mio post precedente dal titolo “Come cantare, brano dal libro…”, ho introdotto la Tecnica di Affondo estrapolando alcune righe dal libro “Scuola di canto lirico e moderno, indagine sulla Tecnica di Affondo” del Maestro Delfo Menicucci, uno dei maggiori esponenti in Italia di questa tecnica.
Ebbene, nel mio interminabile viaggio ad inseguir virtute e canoscenza (per dirla con Dante Alighieri), ho partecipato ad una cena alla presenza di vecchie glorie e nuovi talenti del canto lirico (non che io faccia parte di una di queste due categorie; ero invitato per altri motivi…). Cena tra i cui commensali ho
riconosciuto proprio il Maestro Menicucci.
Naturalmente non mi sono lasciato sfuggire la ghiotta occasione, e dopo aver assaporato le delizie della cucina, sono riuscito a trascorrere praticamente tutto il dopo-cena in sua compagnia assaporando le delizie di una chiacchierata tra musica e canto con una persona estremamente disponibile e addentro alla materia come, forse, pochi altri.
Spesso si imparano più cose conversando con personaggi di questo calibro che prendendo lezioni di canto con certi individui…..
Ad un certo punto ho preso carta e penna e gli ho fatto una vera e propria intervista che, con il suo consenso, pubblico adesso on-line.
E’ abbastanza lunga, anche perchè il Maestro non si è certo risparmiato nell’argomentare le risposte, ma ti prego di leggerla attentamente. Se non hai tempo in questo momento tornaci sopra in seguito, oppure scarica la pagina e leggila con calma: contiene importanti informazioni sia per chi si stia accingendo ad imparare canto, sia per chi ha già intrapreso questa strada.
Ma non voglio dilungarmi oltre, ecco l’intervista:
Maestro Menicucci, può spiegare in poche parole che cos’è e in che cosa consiste la Tecnica di Affondo?
Certamente. Cominciamo a dire che la TdA è un’ottima alternativa al microfono. Sul versante foniatrico e didattico si leggono spesso informazioni false sul canto. Per esempio che l’opposto di affondare è cantare di punta. Solo chi ha cantato in teatro senza microfono capisce la scelleratezza di questa affermazione e quindi la disonestà di chi la dichiara.
Oggi la microchirurgia è in grado di restaurare, di riparare, di inspessire e di accorciare le corde di qualsiasi individuo, ma non è in grado di intervenire sulla patologia più grave e più diffusa che si riscontri: il sottoutilizzo della voce. Foniatria e certi ambienti della didattica hanno tutta la convenienza a tacere in merito, ma una percentuale altissima di studenti di canto crescono all’oscuro delle proprie dotazioni vocali, ignorando l’entità della propria natura vocale, sia sul versante timbrico che su quello quantitativo.
La Tecnica di Affondo è un metodo sicuro ed efficace per dare modo allo studente di misurare il totale delle dotazioni vocali di cui dispone e metterlo in condizioni di adoperare il tutto o una percentuale a seconda del repertorio che affronta. L’affondo serve per cantare Puccini come va cantato e per cantare Rossini al risparmio, senza forzare per essere sentiti.
Alcune tecniche di canto molto conosciute e seguite asseriscono che non è necessario, anzi è sconsigliabile, porre particolare attenzione all’attivazione delle muscolature addominali durante l’emissione del fiato. Si può quindi cantare correttamente anche senza “affondare” la voce?
Vi sono tecniche di canto molto conosciute e seguite che sono totalmente inutili. La scelta del metodo dipende lall’intelligenza di chi studia.
Alcuni nomi illustri che hanno adottato la TdA: Mario del Monaco, Martina Serafin, Ghena Dimitrova, Franco corelli…. e anche Andrea Bocelli del quale lei è il Vocal Coach. Ma allora la TdA serve solo ai cantanti lirici?
La TdA serve a chi vuole esplorare la propria natura vocale per adeguare la voce a ciò che desidera cantare, non per adeguare il repertorio ai supposti limiti della propria laringe. Io ho scelto di studiare TdA dopo aver preso atto che tutti gli interpreti dei ruoli che a me piaceva cantare uscivano da quella scuola. Non mi è mai piaciuto cantare Rossini, quindi sono andato ad imparare l’affondo per cantare quello che mi piaceva cantare ed oggi, immeritatamente, lo diffondo. Io dico che l’affondo è indispensabile per cantare certi autori e opzionale per cantarne altri.
Nel pop le sonorità sono smisuratamente contraffatte dal microfono, per cui tutte le voci sembrerebbero avere il medesimo spessore. In realtà anche il più sprovveduto degli ascoltatori capisce che Massimo Ranieri canta con la gola più aperta di altri (quindi: affonda). Che Renato Zero, Tina Turner, Mina, Laura Pausini ed altri si sentirebbero anche senza microfono, al contrario della stragrande maggioranza degli altri che sussurrano con il microfono appoggiato alle labbra. Chi vuole cantare a gola larga, ammesso che non sia capace di farlo d’istinto, può provare l’affondo.
Come ci si accorge se un cantante sta adottando la Tecnica di Affondo?
Usa una vocalità generosa, senza risparmio, senza calcoli. Giuseppe di Stefano non ha mai studiato affondo ma per lui generosità di voce era sinonimo di generosita d’animo. Me lo ha insegnato personalmente e io ci credo con tutto me stesso. – Dimmi come canti e ti dirò se esco con te stasera -
Quanto tempo serve per ottenere risultati soddisfacenti con la TdA nel caso di una voce pop che inizi da zero? In altre parole: dopo quanto tempo si può salire su un palco e cantare in modo dignitoso?
Per quello che concerne lo strumento voce, si fa presto. In pochissime lezioni la TdA imposta il lavoro di ricerca e di introspezione sulla propria voce che poi dura tutta la vita. Per quello che concerne il saper cantare…. la TdA non fa miracoli. L’espressività e la comunicativa sono qualità rarissime e pur avendo la più bella voce del mondo……
I cantanti lirici studiano tutta la vita, ma hanno un momento cruciale di verifica delle proprie capacita: il palcoscenico. Nel pop il microfono consente di eludere questa prova del nove.
E’ importante per un insegnante di canto conoscere l’anatomia e la fisiologia delle strutture preposte all’emissione della voce?
Per rispondere con pertinenza a questa domanda dovremmo concordare una definizione di “insegnante di canto” che sia condivisibile o che per lo meno escluda dal novero tutti i dilettanti e i disonesti che sono in circolazione. L’onestà non è qualità specifica esclusiva degli insegnanti di canto, ma di tutti gli individui. Le conoscenze delle leggi anatomo/meccaniche sono dati che appartengono all’onestà di chi vuole insegnare. Quindi ogni individuo che insegna canto che ignori questi dati… non è onesto, al di là dei risultati che può vantare con i suoi allievi.
E’ importante che un insegnante di canto sappia anche suonare il pianoforte?
Per fare un parallelo con il mondo medico: una laurea non è mai sinonimo di sicurezza di guarigione. Io mi affido più volentieri ad un medico che annovera dei risultati concreti nella cura della mia malattia, indipendentemente dalla votazione con cui ha conseguito la sua laurea. Un bravo accompagnatore è indispensabile alla preparazione di uno studente di canto, ma bisogna, come dicevo prima, concordare una definizione universale di “insegnante di canto”. Io per esempio amo definirmi un meccanico della voce.
Un buon insegnante può dare lezioni indistintamente ad allievi di entrambi i sessi, o è consigliabile per un allievo, scegliere un insegnante del proprio sesso?
La prima volta che andai da Franco Corelli mi aprì la porta lui in persona e, senza nemmeno accennare ad un “…Si accomodi!” mi chiese se studiavo con un uomo o con una donna. Risposi sicuro di me asserendo che chi mi aveva messo a posto la voce era una donna. Lui concluse dicendo: “Allora lei non può capire nulla della sua voce!”.
Tutte le opinioni vanno rispettate. Quella di Corelli è assolutamente più autorevole della mia, ma la condivido solo in parte.
Come fa un allievo alle prime armi ad accorgersi se è in presenza di un cattivo insegnante?
Un allievo alle prime armi intelligente se ne accorge in breve tempo. Un allievo alle prime armi stupido non si accorgerebbe nemmeno di essere di fronte al Garcia!
In genere gli studenti si dividono in due categorie: quelli che cercano un insegnante bravo, e quelli che cercano un insegnante che dica loro “bravo!”
Ecco qua. Sono dell’avviso che in queste dieci risposte ci sia molto da apprendere, non credi?
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Puoi visitare il sito del Maestro Delfo Menicucci cliccando qui:
Mirco Conforti









