CANTO: LE CORDE VOCALI
Dopo aver instaurato e memorizzato una corretta respirazione, il passaggio successivo è quello di convogliare l’aria verso le corde vocali. Queste producono la voce, e quindi il canto, grazie al passaggio dell’aria espirata che le mette in vibrazione. Le vibrazioni delle corde vocali sono trasmesse alla colonna d’aria che le sovrasta e vengono percepite dall’orecchio, che le trasforma in suoni.
Come ogni strumento musicale, non è possibile utilizzare al meglio le corde vocali se non si ha una vaga idea di come sono fatte e come funzionano, e allora è d’obbligo (perdonami, sarò breve!) un telegrafico cenno sull’anatomia e la fisiologia di questi importantissimi legamenti.
Prima di tutto: le corde vocali stanno all’interno della laringe, la quale è situata nella parte superiore del collo
tra la base della lingua e la trachea. La forma della laringe ricorda vagamente quella di
una scatola triangolare lateralmente piatta e dotata in avanti di una cresta sporgente (il “pomo d’Adamo”). La parte inferiore è ristretta e diventa rotondeggiante prima di continuarsi con la trachea.
La cavità laringea è suddivisa in due parti da due pieghe della mucosa che però non si toccano nel mezzo. In questo modo si forma una fessura allungata, la glottide, che è il punto più ristretto di tutte le vie aeree.
In corrispondenza dei margini della glottide ecco finalmente le nostre corde vocali, che sono connesse saldamente da entrambi i lati con le cartilagini laringee. Queste vengono definite corde vocali vere, dato che la loro funzione è quella di articolare la voce. Più in alto ci sono le corde vocali false, che non partecipano alla fonazione, ma che servono a mantenere umide le corde vocali vere, a trattenere il respiro e a proteggere la laringe nel corso della deglutizione del cibo.
La forma e le dimensioni della glottide variano a seconda dell’attività svolta. In posizione di riposo infatti la glottide presenta una forma di V maiuscola, nel corso di un inspirio profondo diviene pressochè rotonda, e durante la produzione di una nota acuta i margini delle corde vocali si avvicinano a tal punto da ridurre al minimo lo spazio tra le due corde, formando la cosiddetta rima glottica o glottidea.
Nel disegno sotto la glottide (a sinistra) e le corde vocali (a destra) in situazioni diverse:
A: mentre viene emessa una nota acuta con il canto.
B: nel corso del respiro normale.
C: nel corso di una inspirazione profonda.
(ph) parte anteriore della parete laringea; (tr) trachea; (l) radice della lingua; (e)(e’) margini dell’epiglottide.
La faringe, le fosse nasali, il cavo orale, cavità poste tutte al di sopra della laringe, fungono da cassa di risonanza della voce.
L’altezza della voce dipende dalla frequenza delle vibrazioni dell’aria, che a sua volta è in rapporto diretto con la lunghezza, lo spessore e l’elasticità delle corde vocali. I suoni più alti sono prodotti quando le corde vocali sono stirate al massimo e la rima glottica è quasi del tutto chiusa.
La laringe ha la possibilità di compiere grandi escursioni in verticale all’interno del collo. Alcune possono essere volontarie, altre sono passive (osservare il movimento verso l’alto provocato dalla deglutizione).
Il cantante deve porre particolare attenzione a questi movimenti verticali, in quanto alcuni possono essere messi a profitto perchè aiutano il canto, mentre altri sono assolutamente da evitare.
Ad esempio è assolutamente da ostacolare il movimento verso l’alto che la laringe compie durante l’emissione di note acute. Attenzione però: non è vero, come alcuni sostengono, che la laringe va costretta costantemente verso il basso durante il canto, ma è sempre vero che debba sempre mantenere il suo assetto ideale, quello cioè assunto durante l’emissione delle note centrali. Ossia quello impiegato durante il normale regime di conversazione.
Espedienti utili per controllare la propria laringe durante il canto sono l’esame visivo davanti ad uno specchio e la palpazione. Ogni studente di canto dovrebbe avere sempre uno specchio nella stanza dove studia, per tenere continuamente sotto controllo il diverso assetto della laringe tra la fase di riposo e quella di fonazione. Per gli uomini l’esame visivo è particolarmente semplice a causa della particolare visibilità e prospicienza del pomo d’Adamo. Per le donne è probabilmente più conveniente tenere la situazione sotto controllo manualmente: prima va eseguita una deglutizione, per riconoscere il movimento verso l’alto della laringe e per riconoscerlo eventualmente durante il canto, attraverso l’aiuto delle dita appoggiate delicatamente sul collo.
Ci sono anche alcuni atteggiamenti che fanno da spia ad una scorretta postura laringea, come ad esempio l’inclinazione dell’asse del cranio. Se la testa è inclinata in avanti, infatti, il cantante molto probabilmente sta cercando il “suono scuro” abbassando eccessivamente (ed erroneamente) la laringe. Quando la testa è inclinata all’indietro è certo che il cantante vuole assecondare la salita della laringe per emettere note acute (altro terribile errore!).
Mirco Conforti









