CANTO. RESPIRARE IN MODO NATURALE
Se hai letto l’articolo precedente “La respirazione diaframmatica” e sei interessato ad una respirazione rilassata e non muscolare, vediamo un pò come ottenerla.
Abbiamo visto che la respirazione corretta è alla base di ogni emissione vocale, sia cantata che parlata.
Ma che cosa succede quando respiriamo? Semplificando molto, si possono immaginare i polmoni come recipienti con il fondo mobile. Il fondo non è altro che il diaframma, il quale è inserito e connesso posteriormente con la colonna vertebrale, anteriormente con le costole inferiori (fluttuanti) e lo sterno.
Respirare correttamente significa interessare nella respirazione solamente il diaframma, che da solo riesce a sostenere tutto il processo respiratorio. Quando il diaframma si abbassa, il fondo dei polmoni scende e l’aria va a riempire il vuoto che si viene a creare. Quando il diaframma si alza, rilassandosi, l’aria viene a trovarsi in eccesso ed essendo più compressa deve forzatamente uscire. Se i polmoni sono lasciati liberi di muoversi dentro la cassa toracica, senza tensioni muscolari, allora avrai effettuato una corretta respirazione diaframmatica.
Durante l’inspirazione non si deve alzare la cassa toracica, se non impercettibilmente, non si devono sollevare le spalle, non si deve estroflettere l’addome.
Durante l’espirazione non si deve fare nessuno sforzo muscolare come per forzare l’aria verso l’esterno: lascia che il fiato esca spontaneamente e non cercare di forzarlo.
Per permettere tutto questo, devi assumere una postura corretta, per liberare il percorso dell’aria in modo che possa raggiungere indisturbata i polmoni.
Quindi: mettiti in piedi in posizione eretta, con le gambe leggermente divaricate. Rilassa la muscolatura del collo ruotando lentamente la testa da una spalla all’altra in avanti. Poi metti la testa in posizione normale, con il mento parallelo al pavimento. Rilassa le scapole dietro la schiena in modo che riescano ad arretrare naturalmente: in questo modo la cassa toracica si espande da sola e permette il riempimento dei polmoni. Molleggia leggermente le gambe in modo che il bacino si rilassi e si possa allineare perfettamente sotto la cassa toracica.
Tutto questo per ottenere un equilibrio e un rilassamento che permetta all’aria di circolare liberamente all’interno dei polmoni. Mantenere una giusta postura permette di avere più energie a disposizione per produrre suoni bellissimi.
1 – L’inspirazione: immagina che il tuo stomaco sia un palloncino che si gonfia con l’aria che respiri. L’aria deve entrare solo attraverso le narici e non dalla bocca. Mentre l’aria entra non devi applicare nessuna forza muscolare per ingrandire il ventre, i polmoni sanno indicare da soli quando sono pieni, e tentando di riempirli ulteriormente sottoponi la schiena e il resto del corpo ad uno sforzo inutile. Non preoccuparti se lo stomaco si gonfia solo pochi centimetri: se hai una fascia muscolare addominale particolarmente sviluppata, il movimento in avanti del ventre è veramente minimo, ma in compenso si espande maggiormente l’area posteriore (ricorda che il diaframma si estende fino alla spina dorsale e un suo utilizzo ottimale coinvolge tutto il corpo).
2 – L’espirazione: è la parte della respirazione più semplice. Non hai da fare altro che rilassare il diaframma in modo che l’aria esca senza problemi. Può sembrare strano ai più, ma non è richiesta nessuna energia durante l’espirazione. Anche se la maggior parte dei cantanti tende a forzare l’uscita dell’aria per aumentare il volume della voce o per raggiungere una nota più alta, non c’è nessuna connessione tra lo sforzo fisico e il modo di cantare. Anzi, più il flusso d’aria è forzato, più è difficile regolarlo per produrre suoni controllati. Potenza ed estensione sono tutte qualità legate ad un flusso d’aria costante e morbido, non ad una spinta forzata.
Dice Seth riggs: “La chiave sta nel fare meno per ottenere di più. Per essere più specifici, quanto più sono acute le note che si cantano, tanto minore deve essere la quantità di aria che si utilizza. Quando si riduce la quantità di aria inviata alle corde vocali, si fa in modo che i muscoli della laringe possando tendere le corde vocali in maniera autonoma. In questo modo è molto meno probabile che i muscoli esterni interferiscono perchè vi è una minore quantità di aria da trattenere”.
Inoltre non è necessaria tanta aria per cantare a volume alto.
Interessante, vero? Bene, nei prossimi articoli entreremo bene a fondo nel concetto. Ma prima di tutto andremo a esplorare la parte più misteriosa e spesso ignorata della nostra voce: il registro misto.
A presto!
Mirco Conforti
















