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	<title>&#34;Ut&#34; LA MUSICA PER TUTTI</title>
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	<description>TEORIA MUSICALE, CANTO E MOLTO ALTRO....</description>
	<lastBuildDate>Wed, 18 Aug 2010 13:23:52 +0000</lastBuildDate>
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		<title>CANTO E UMORE: IL BISOGNO DI CANTARE</title>
		<link>http://www.ut-musica.com/canto-la-parola-a-delfo-menicucci/canto-e-umore-il-bisogno-di-cantare/ </link>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 13:16:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
				<category><![CDATA[CANTO: LA PAROLA A DELFO MENICUCCI]]></category>
		<category><![CDATA[CANTO]]></category>
		<category><![CDATA[come cantare]]></category>
		<category><![CDATA[come cantare bene]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Canta ché ti passa&#8221;, recita un noto detto.
E&#8217; il contrario esatto del dire &#8220;Canta quando ti passa&#8221;.
Effetto  e causa, nelle due diciture, sono invertiti. Come se il lupo e  l&#8217;agnello della fiaba di Fedro, si fossero scambiati le posizioni lungo  il ruscello.
Secondo  la prima dicitura, il cantare (a qualsiasi livello lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-3158"></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">&#8220;Canta ché ti passa&#8221;, recita un noto detto.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; il contrario esatto del dire &#8220;Canta quando ti passa&#8221;.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Effetto  e causa, nelle due diciture, sono invertiti. Come se il lupo e  l&#8217;agnello della fiaba di Fedro, si fossero scambiati le posizioni lungo  il ruscello.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Secondo  la prima dicitura, il cantare (a qualsiasi livello lo si faccia, quindi <a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/canto-delfo-menicucci.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3164" title="canto delfo menicucci" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/canto-delfo-menicucci.jpg" alt=" CANTO E UMORE: IL BISOGNO DI CANTARE" width="200" height="224" /></a> non il solo cantare bene), pare essere di per sé terapeutico.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Anche  certi studi scientifici e medici approfonditi e degni della massima  affidabilità sembrano convalidare quanto esprime il noto detto popolare.  Si esplorano da tempo tutte le reazioni chimiche che il nostro cervello  elabora sotto sollecitazione dell&#8217;uso musicale della voce, dimostrando  essere proprio questa tipologia di stimolazioni a capo di quei repentini  e sensibili mutamenti umorali che ogni essere umano conosce fin dalla  propria infanzia.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Per  cui è l&#8217;uso musicale della voce (inteso qui come melisma con connotati  solamente melodici, tonali oppure no che siano, che diviene &#8220;canto&#8221;  esclusivamente quando vi si sovrappongano i connotati linguistici,  ovvero le parole), l&#8217;uso musicale della voce, si diceva, che stabilisce  l&#8217;umore dell&#8217;individuo. Il detto &#8220;Canta ché ti passa&#8221;, può vantare  adesso molteplici avalli e molteplici conferme, provenienti dalla sfera  medico-scientifica come da quella medico-psichica.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Si canta o si fischietta per scacciare la paura.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Si canta quando la squadra del cuore sta vincendo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Si canta per augurare buon compleanno.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Si canta durante un corteo di dissenso.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Si canta per pregare.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Cantano gli ubriachi anche quando non si reggono più in piedi e canta anche qualche demente totale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Cantano gli animali in amore.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Cantano gli adolescenti per canzonare i coetanei.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Cantano i vecchi per ricordare la propria gioventù.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Canta il Muezzin sul minareto.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Canta il cavatore di marmo per ritmare la issa ed il pescatore di sciabica per ritmare il tiro.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/canto-il-bisogno-di-cantare.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3162" title="canto il bisogno di cantare" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/canto-il-bisogno-di-cantare.jpg" alt=" CANTO E UMORE: IL BISOGNO DI CANTARE" width="240" height="160" /></a>E&#8217;  forse il caso di pensare che l&#8217;attività vocale sia primaria e vitale  rispetto ad altre attività motorie, all&#8217;interno del nostro sistema  neuro-vegetativo? E&#8217; il sistema cerebrale che contiene il canto oppure è  il canto che governa il sistema cerebrale? E&#8217; forse il caso di pensare  che il sistema cerebrale sia quindi solamente uno dei files del software  &#8220;mente musicale&#8221;, deputato ad accordare e ad equilibrare tutte le  attività cerebrali dell&#8217;intero software?</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Nessuno  può pronosticare cosa ci riserberà la ricerca medica e scientifica, ma,  per dirla con Popper, nessuno può vietarci di pensare che una &#8216;costante  ripetizione&#8217;, non rappresenti mai l&#8217;elemento probatorio della  automatica ripetizione di un avvenimento, per cui: potrebbe venire il  tempo in cui si dimostri che, alla fonte di tutte le operazioni chimiche  del nostro sistema neuro-vegetativo, ci stia proprio il <strong> b i s o g n o </strong> di cantare.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Fatto sta che ci sono persone che pensano cantando, che è diverso assai dal cantare mentre si pensa.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Molti  di quelli che si trasferiscono in un paese straniero e parlano  correntemente la lingua locale, ad esempio, pensano e&#8230; si arrabbiano  nella lingua madre! Allo stesso modo i pensieri di questi soggetti si  esplicano e si organizzano in melodie proprie ed esclusive, grazie alle  quali si affacciano alla mente e danno accesso alla loro contemplazione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Si cantano dei piccoli ritornelli inventati per sottolineare un momento particolare.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Si cantano filastrocche inventate per addormentare i neonati.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Si canta per insegnare la musica al feto ancora all&#8217;interno dell&#8217;utero.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Si canta in ogni civiltà, in ogni epoca, in ogni cultura, in ogni latitudine.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Per quale altra ragione, c&#8217;è da chiedersi, se non per dare ascolto al <strong> b i s o g n o</strong> di cantare?</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Spuntano,  come le diete, le discipline filosofiche e religiose che promettono  equilibrio, serenità, benessere, anche fisico. Molte di queste  promettono miracoli ed esibiscono fior fiore di risultati ottenuti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Vi sono prove certe che il canto sia una disciplina efficacissima per l&#8217;umore, se non la più efficace.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Molti  di quelli che hanno migliorato le proprie prestazioni vocali,  migliorando di conseguenza le proprie prestazioni canore, hanno smesso  di assumere farmaci per dormire o per tranquillizzarsi o per  controbattere lo stress e la depressione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Se ne conoscono parecchi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Chi  raggiunge l&#8217;appagamento vocale, riuscendo a gestire bene la propria  voce, tanto da esserne soddisfatto, canta più volentieri, cioè: usa più  volentieri la propria voce, guidata da mente musicale ed espressiva.  Riesce meglio a soddisfare il proprio  <strong>b i s o g n o</strong> di cantare.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">In  pochi, semplicissimi ed accessibilissimi concetti, si riesce ad  impostare un argomento infinitamente sviluppabile in tutte le direzioni  ed estendibile a tutti i campi della conoscenza umana: il   <strong>b i s o g n  o   d i   c a n t a r e </strong> presente in ogni essere vivente.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Intanto  si effettui una netta distinzione fra concetti basilari, in modo da  creare le premesse o, meglio ancora, i postulati per un dialogo atto ad  essere arricchito dagli elaborati di tutti:</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">1- il canto è un bisogno proprio di ogni essere vivente.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">2-  voce, parola, melodia, metodo, tecnica, meccanica, stile, branca  vocale, musicalità ed espressività sono tutti concetti autonomi, anche  se tutti possono essere catalogati come elementi afferenti e costituenti  il gesto ultimo e definitivo del &#8216;cantare&#8217;.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">3-  a capo di tutto il sistema di esplicazione del canto vi sono delle  leggi, delle norme meccaniche che sono assolutamente ineludibili. Esse  riguardano non solo la meccanica di produzione della voce cantanta, ma  disciplinano anche parametri come lo stile, la prassi, la spendibilità,  la commercializzazione, la divulgazione del canto ed altro ancora.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">4-  tutto ciò che è fisiologia, morfologia, anatomia, istologia, patologia,  funzionalità, igiene, meccanica articolare, meccanica  produttiva riguardanti l&#8217;apparato vocale, è regolato e disciplinato da  leggi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">5-  tutto ciò che concerne filosofia, estetica, sociologia, analisi  ontologica, metodo didattico, tecnica ed altro, fa parte dell&#8217;insieme  variabile del gesto canoro, il quale insieme è scrutabile e percorribile  solamente attraverso opinioni soggettive.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Il  canto: leggi meccaniche alla base della conduzione meccanica, musicale  ed espressiva della voce da un lato, compendio di infinite  interpretazioni personali e coacervo di opinioni soggettive dall&#8217;altro  lato, appartenenti ad una tradizione talmente ferrata, queste ultime,  che non esclude nemmeno il tentativo di sovversione delle stesse leggi  meccaniche.</span></span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="font-family: arial;"><span style="font-size: medium;">Delfo Menicucci</span></span></em></p>
<p><!-- Inizio Codice Shinystat --><br />
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<!-- Fine Codice Shinystat --></p>
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		<item>
		<title>TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI</title>
		<link>http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-suonare-la-chitarra-i-primi-15-accordi/ </link>
		<comments>http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-suonare-la-chitarra-i-primi-15-accordi/ #comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 14:37:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEORIA MUSICALE]]></category>
		<category><![CDATA[accordi sulla chitarra]]></category>
		<category><![CDATA[imparare a suonare la chitarra]]></category>
		<category><![CDATA[suonare la chitarra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ut-musica.com/?p=3112</guid>
		<description><![CDATA[
Questo è il quinto articolo dedicato alla chitarra e a come imparare a suonare la chitarra da autodidatti.
Se non lo hai ancora fatto, ti invito a leggere gli altri articoli cliccando sui link qui sotto nell&#8217;ordine:
SUONARE LA CHITARRA
SUONARE LA CHITARRA: L&#8217;INTAVOLATURA
SUONARE LA CHITARRA: TECNICHE SOLISTICHE SU UNA CORDA
SUONARE LA CHITARRA: LE MANI E LA POSIZIONE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-3112"></span></p>
<p>Questo è il quinto articolo dedicato alla chitarra e a come imparare a suonare la chitarra da autodidatti.</p>
<p>Se non lo hai ancora fatto, ti invito a leggere gli altri articoli cliccando sui link qui sotto nell&#8217;ordine:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-suonare-la-chitarra">SUONARE LA CHITARRA</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-suonare-la-chitarra-lintavolatura">SUONARE LA CHITARRA: L&#8217;INTAVOLATURA</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-suonare-la-chitarra-tecniche-solistiche-su-una-corda">SUONARE LA CHITARRA: TECNICHE SOLISTICHE SU UNA CORDA</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-suonare-la-chitarra-le-mani-e-la-posizione-delle-dita">SUONARE LA CHITARRA: LE MANI E LA POSIZIONE DELLE DITA</a></p>
<p style="text-align: left;">In questo post andiamo finalmente a imparare i primi accordi sulla chitarra con i quali è possibile suonare un arrangiamento semplificato di molte canzoni famose.</p>
<p style="text-align: left;">Per memorizzare gli accordi ci vuole sempre un certo tempo, e occorre suonare più volte un certo accordo fino a che non si è in grado di ripeterlo e suonarlo con chiarezza. Prima di tutto guarda bene ogni accordo e cerca di memorizzare la forma e la struttura. Metti in posizione le dita, un dito alla volta, quindi pizzica le corde separatamente per verificare che tutte suonino correttamente.</p>
<p style="text-align: left;">Se una corda premuta non suona bene la causa può essere una imprecisa posizione del dito oppure una pressione insufficiente.</p>
<p style="text-align: left;">Se una corda vuota non vibra bene, fai attenzione alle dita vicine che forse la stanno ostruendo o smorzando.</p>
<p style="text-align: left;">Come abbiamo visto nel post <a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/gli-accordi-laccordo-tonale-maggiore">&#8220;Teoria musicale: l&#8217;accordo tonale maggiore&#8221;</a>,  ci vogliono almeno tre note per formare un accordo, e qualsiasi combinazione di tre o più note, anche dissonanti, può essere considerata accordo.</p>
<p style="text-align: left;">Sulla chitarra si possono suonare accordi fino a sei note, ma tutti gli accordi qui riportati sono composti da tre o quattro note, alcune delle quali raddoppiate.</p>
<p style="text-align: left;"><strong><em><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/1-7.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3113" title="1 (7)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/1-7.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI" width="20" height="15" /></a> Come si leggono i diagrammi</em></strong></p>
<p style="text-align: left;">Per imparare a suonare gli accordi sulla chitarra, bisogna prima capire bene come vanno letti i diagrammi.</p>
<p style="text-align: left;">I diagrammi non sono altro che semplici griglie che rappresentano le corde e i tasti:</p>
<ol>
<li><strong>Le sei linee orizzontali </strong>sono le corde, con il Mi cantino in alto</li>
<li><strong>Le linee verticali</strong> sono i tasti, e gli spazi tra i tasti sono numerati per indicare in che punto della tastiera ci troviamo.</li>
<li>Le posizioni delle dita sono indicate con dei <strong>circoletti</strong> sulle corde.</li>
<li><strong>I numeri contenuti nei circoletti</strong> indicano qual&#8217;è il dito da usare. Un circoletto senza numero indica una nota facoltativa.</li>
<li>Se non c&#8217;è nessun circoletto sulla corda, questa <strong>va suonata a vuoto</strong>, cioè non premuta.</li>
<li>Se c&#8217;è una &#8220;<strong>X</strong>&#8221; sulla corda, significa che non fa parte dell&#8217;accordo e<strong> non va suonata</strong>.</li>
</ol>
<p>Ecco un esempio pratico per l&#8217;accordo di Do maggiore (C):</p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/Come-si-leggono-i-diagrammi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3124" title="Come si leggono i diagrammi" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/Come-si-leggono-i-diagrammi.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI" width="528" height="510" /></a></p>
<p>Il tuo primo impegno sarà quindi di imparare questi primi 15 accordi. I primi tre sono i più facili in assoluto per il principiante, perchè si suonano tutte le corde e perchè una volta imparato il Mi maggiore (E), basta togliere un solo dito per ottenere il Mi settima (E7) e il Mi minore (Em).</p>
<p>Gli accordi sono scritti alla maniera anglosassone, che è quella con la quale sono scritti la maggior parte degli accordi degli spartiti che trovi in commercio e su internet.</p>
<p>Ti ricordo che gli inglesi usano nominare le note (e gli accordi) con lettere dell&#8217;alfabeto partendo dal La:</p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #800000;">LA SI DO RE MI FA SOL = A B C D E F G</span></h3>
<p>Ti raccomando di non avere fretta, guarda bene i diagrammi e riproducili con la mano sinistra mettendo un dito alla volta. Cerca di suonare l&#8217;accordo in modo che le corde vibrino correttamente e&#8230;. armati di pazienza e buona volontà e vedrai che in breve tempo avrai in mente il tuo buon prontuario di accordi.</p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/E-maggiore-151.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3129" title="E maggiore 15" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/E-maggiore-151-300x299.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI" width="300" height="299" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/E-minore-15.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3128" title="E minore 15" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/E-minore-15-291x300.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI" width="291" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/E-settima-15.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3130" title="E settima 15" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/E-settima-15-300x294.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI" width="300" height="294" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Dopo questi tre semplici accordi andiamo a vedere gli altri 12, con i quali, ti ripeto, potrai divertirti ad accompagnare una grande quantità di canzoni famose.</p>
<p style="text-align: left;">Altri accordi li vedremo nei prossimi articoli.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/A-maggiore15.jpg"><img class="size-medium wp-image-3135 aligncenter" title="A maggiore15" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/A-maggiore15-300x279.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI" width="300" height="279" /></a><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/A-minore.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3136" title="A minore" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/A-minore-300x276.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI" width="300" height="276" /></a><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/A-settima.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3137" title="A settima" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/A-settima-300x278.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI" width="300" height="278" /></a><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/D-maggiore-15.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3140" title="D maggiore 15" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/D-maggiore-15-300x295.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI" width="300" height="295" /></a><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/D-minore.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3141" title="D minore" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/D-minore-300x267.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI" width="300" height="267" /></a><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/D-settima.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3142" title="D settima" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/D-settima-300x272.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI" width="300" height="272" /></a><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/C-maggiore.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3143" title="C maggiore" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/C-maggiore-300x268.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI" width="300" height="268" /></a><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/C-settima.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3144" title="C settima" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/C-settima-300x286.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI" width="300" height="286" /></a><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/B-settima.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3145" title="B settima" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/B-settima-300x286.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI" width="300" height="286" /></a><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/F-maggiore.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3146" title="F maggiore" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/F-maggiore-295x300.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI" width="295" height="300" /></a><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/G-maggiore.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3147" title="G maggiore" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/G-maggiore-300x281.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI" width="300" height="281" /></a><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/G-settijma.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3148" title="G settijma" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/08/G-settijma-300x284.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI" width="300" height="284" /></a></p>
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<p>Per leggere immediatamente il prossimo articolo clicca sul link sottostante.</p>
<p><em>(Il link apparirà appena l&#8217;articolo sarà pronto&#8230;. fra qualche giorno! A presto)</em></p>
<p><em>Mirco Conforti</em></p>
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<p><!-- Inizio Codice Shinystat --><br />
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		<title>TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LE MANI E LA POSIZIONE DELLE DITA</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 11:33:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEORIA MUSICALE]]></category>
		<category><![CDATA[come suonare la chitarra]]></category>
		<category><![CDATA[posizione delle dita]]></category>
		<category><![CDATA[suonare la chitarra]]></category>

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		<description><![CDATA[
Eccoci al quarto articolo dedicato alla chitarra e a come suonare la chitarra da autodidatti.
Se ti sei perso i primi tre ti invito a leggerli prima di affrontare questa pagina cliccando sui link qui sotto, nell&#8217;ordine:
SUONARE LA CHITARRA
SUONARE LA CHITARRA: L&#8217;INTAVOLATURA
SUONARE LA CHITARRA: TECNICHE SOLISTICHE SU UNA CORDA
In questo post vediamo di approfondire quali sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-3088"></span></p>
<p>Eccoci al quarto articolo dedicato alla chitarra e a come suonare la chitarra da autodidatti.</p>
<p>Se ti sei perso i primi tre ti invito a leggerli prima di affrontare questa pagina cliccando sui link qui sotto, nell&#8217;ordine:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-suonare-la-chitarra">SUONARE LA CHITARRA</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-suonare-la-chitarra-lintavolatura">SUONARE LA CHITARRA: L&#8217;INTAVOLATURA</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-suonare-la-chitarra-tecniche-solistiche-su-una-corda">SUONARE LA CHITARRA: TECNICHE SOLISTICHE SU UNA CORDA</a></p>
<p style="text-align: left;">In questo post vediamo di approfondire quali sono le tecniche da usare per entrambe le mani, le quali naturalmente hanno due funzioni diverse: mentre la mano sinistra ha il compito di premere le corde sui tasti per ottenere le note e gli accordi corrispondenti, con la mano destra si scelgono le corde da &#8220;colpire&#8221; <a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/chitarra.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3089" title="chitarra" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/chitarra.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LE MANI E LA POSIZIONE DELLE DITA" width="180" height="240" /></a>e si comanda il movimento del plettro o delle dita sulle corde stesse.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><strong>Tecnica della mano sinistra.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;">Già prima che la mano destra tocchi le corde, la mano sinistra deve trovarsi in posizione, in quella particolare combinazione delle note sui tasti che la mano destra farà suonare.</p>
<p style="text-align: left;">Esistono diverse regole e convenzioni sulla posizione della mano sinistra e delle dita sui tasti. I chitarristi classici imparano ad usare una specifica tecnica che permette loro di suonare senza mai alterare la posizione fondamentale della mano. I chitarristi rock invece usano ogni trucco e ogni possibile posizione, purchè sia funzionale allo scopo.</p>
<p style="text-align: left;"><em><strong>- La posizione del pollice:</strong></em></p>
<p style="text-align: left;">In genere il pollice dovrebbe essere sempre al centro della schiena del manico, ciò significa che dovrà esserci sempre un certo spazio vuoto tra il manico e il palmo della mano, e il polso dovrà essere leggermente piegato affinchè le dita poggino comodamente sulla tastiera.</p>
<p style="text-align: left;">In definitiva il pollice deve servire da fulcro, permettendo una giusta pressione dei polpastralli in modo da ottenere note chiare e distinte.</p>
<p style="text-align: left;">Non è difficile però vedere chitarristi con il pollice molto in alto sulla schiena del manico, finendo per impugnare il manico nel palmo della mano. E&#8217; un&#8217;abitudine che si prende facilmente perchè fornisce un aiuto supplementare specie per certi effetti rock e country.</p>
<p style="text-align: left;">In alcuni stili moderni il pollice spunta addirittura oltre la parte superiore del manico durante l&#8217;esecuzione di note sulla 6° corda (Mi basso). Ciò si può fare sia quando si esegue un accordo con barrè, sia quando si suonano melodia e linea di bassi separate. Anche se condannata dai chitarristi classici, questa tecnica può essere utile per far maggiore leva quando si eseguono i &#8220;glissati&#8221; e in particolari posizioni diteggiate.</p>
<p style="text-align: left;"><em><strong>- La posizione delle altre dita:</strong></em></p>
<p style="text-align: left;">Per suonare chiaramente ogni singola nota, le dita devono assumere una posizione arcuata ed avere l&#8217;ultima falange perpendicolare alla tastiera. Questo comporta, naturalmente, che le unghie della mano sinistra non devono essere più lunghe dei polpastrelli.</p>
<p style="text-align: left;">La corda va premuta tra due tasti , appena dietro il più alto, cioè quello di destra (per chi non è mancino). La parte della corda che viene messa in vibrazione infatti è quella che si trova tra questo tasto e il ponte sulla cassa armonica. E&#8217; importante imparare ad esercitare una giusta pressione per avere un suono chiaro e pulito, senza esagerare per non affaticare le dita.</p>
<p style="text-align: left;">
<div id="attachment_3092" class="wp-caption aligncenter" style="width: 248px"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/posizione-delle-dita.jpg"><img class="size-full wp-image-3092" title="posizione delle dita" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/posizione-delle-dita.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LE MANI E LA POSIZIONE DELLE DITA" width="238" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">Posizione delle dita a &quot;martello&quot;. Notare il punto dove il dito medio preme la corda</p></div>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><strong>Tecnica della mano destra.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">L&#8217;avambraccio dovrebbe riposare sul lato superiore della chitarra, lasciando sufficiente agilità alla mano. Per dare maggiore stabilità il palmo può anche poggiare sul ponte, dietro le corde.</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">La regola di tutta la tecnica della mano destra è &#8220;il minimo movimento con il massimo effetto&#8221;, nel senso che la velocità e l&#8217;energia sufficiente per colpire le corde devono venire esclusivamente dalla rotazione dell&#8217;avambraccio e del polso. La mano si muove solo per scegliere le corde e comandare il plettro o le dita.</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Generalmente la zona in cui si suona è lo spazio tra il pnte e la parte finale della tastiera sulla cassa. Il suono varia a seconda del punto di contatto: è deciso e brillante vicino al ponte, ed è progressivamente più  morbido verso il centro delle corde.</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Suonare con le dita o con il plettro è una scelta personale dettata anche dal genere musicale. La maggior parte dei musicisti blues, rock e jazz, tranne poche autorevoli eccezioni, usano il plettro. Per contro i chitarristi classici, di musica latino-americana, di flamenco e anche molti chitarristi folk usano le dita.</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><strong><em>- Suonare con il plettro:</em></strong></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Il plettro deve essere tenuto tra il polpastrello del pollice e il fianco dell&#8217;indice, con le due dita perpendicolari tra loro.</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/plettro.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3095" title="plettro" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/plettro.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LE MANI E LA POSIZIONE DELLE DITA" width="235" height="162" /></a><br />
</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Ci sono tre modi di usare il plettro e ognuno produce un suono particolare: la <em>pennata</em> verso il basso, la <em>pennata</em> verso l&#8217;alto e le <em>pennate</em> alternate. </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Esistono plettri di varie forme, misure e spessori. I materiali usati possono essere la plastica, il nylon, la tartaruga, la gomma, il feltro e persino la pietra. La scelta del plettro è una questione di gusto personale. I plettri sottili che offrono minor resistenza alle corde, producono un leggero suono simile ad un &#8220;click&#8221; che dà un contenuto più chiaro all&#8217;attacco e rende più facile la pennata veloce, sia su tutte le corde sia su una sola corda tipo mandolino. I plettri duri producono maggior volume e un timbro più deciso.</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><strong><em>- Suonare con le dita:</em></strong></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Tutte le tecniche fngerstyle (con le dita) si basano sul fatto che è il pollice a suonare i bassi e le altre dita a suonare gli alti, con il pollice che pizzica verso il basso e le altre dita verso l&#8217;alto. In questo modo si possono suonare quattro o cinque note contemporaneamente, oppure una dopo l&#8217;altra, come un arpeggio. </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/mano-destra.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3096" title="mano destra" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/mano-destra.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LE MANI E LA POSIZIONE DELLE DITA" width="272" height="173" /></a></span></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Molti chitarristi che suonano con le dita lasciano crescere le unghie della mano destra e le usano per pizzicare le corde, altri invece usano plettri digitali (da inserire su ogni dito) di metallo o plastica.</span></span></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">*********************************************************<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Per leggere subito l&#8217;articolo successivo clicca sul link sottostante:</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><em><a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-suonare-la-chitarra-i-primi-15-accordi">SUONARE LA CHITARRA: I PRIMI 15 ACCORDI</a><br />
</em></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><em>Mirco Conforti<br />
</em></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></span></p>
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		<title>TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: TECNICHE SOLISTICHE SU UNA CORDA</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 23:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEORIA MUSICALE]]></category>
		<category><![CDATA[glissato sulla chitarra]]></category>
		<category><![CDATA[il martello]]></category>
		<category><![CDATA[suonare la chitarra]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche solistiche per chitarra]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è il terzo articolo dedicato alla chitarra. Nei due precedenti: &#8220;Suonare la chitarra&#8221; e &#8220;Suonare la chitarra: l&#8217;intavolatura&#8221;, abbiamo conosciuto i vari tipi di chitarre, abbiamo visto come accordare la chitarra, dato uno sguardo all&#8217;intavolatura e ad altri piccoli consigli e accorgimenti.
Nell&#8217;esempio di griglia base dell&#8217;intavolatura avrai notato due indicazioni di esecuzione: il &#8220;martello&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-3072"></span>Questo è il terzo articolo dedicato alla chitarra. Nei due precedenti: <a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-suonare-la-chitarra">&#8220;Suonare la chitarra&#8221;</a> e <a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-suonare-la-chitarra-lintavolatura">&#8220;Suonare la chitarra: l&#8217;intavolatura&#8221;</a>, abbiamo conosciuto i vari tipi di chitarre, abbiamo visto come accordare la<a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Suonare-la-chitarra.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3077" title="Suonare la chitarra" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Suonare-la-chitarra.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: TECNICHE SOLISTICHE SU UNA CORDA" width="240" height="202" /></a> chitarra, dato uno sguardo all&#8217;intavolatura e ad altri piccoli consigli e accorgimenti.</p>
<p>Nell&#8217;esempio di griglia base dell&#8217;intavolatura avrai notato due indicazioni di esecuzione: il &#8220;martello&#8221; e il &#8220;tirato&#8221;. In questo articolo cerchiamo di approfondire questi concetti ed altri che fanno parte delle tecniche solistiche su una corda. Attraverso queste tecniche, mentre la mano sinistra suona una certa nota, puoi <strong>modificare e controllare il suono</strong> mentre ancora la nota vibra, o per passare alla nota successiva.</p>
<p>Tali tecniche possono essere divise (abbastanza sommariamente) in quattro categorie:</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Spunte-10.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3073" title="Spunte (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Spunte-10.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: TECNICHE SOLISTICHE SU UNA CORDA" width="20" height="20" /></a> martellati</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Spunte-101.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3074" title="Spunte (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Spunte-101.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: TECNICHE SOLISTICHE SU UNA CORDA" width="20" height="20" /></a> scivolati</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Spunte-102.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3075" title="Spunte (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Spunte-102.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: TECNICHE SOLISTICHE SU UNA CORDA" width="20" height="20" /></a> glissati </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Spunte-103.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3076" title="Spunte (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Spunte-103.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: TECNICHE SOLISTICHE SU UNA CORDA" width="20" height="20" /></a> vibrati</strong></p>
<p>Le tecniche solistiche su una corda sono parte essenziale del repertorio della chitarra solista, e ne esistono tante varianti quanti sono i chitarristi. Formano la base di innumerevoli fraseggi personali che sono il marchio di ogni chitarrista solista, soprattutto nella fase di improvvisazione.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>1 &#8211; martellati:</strong></span></p>
<p>Le tecniche di martello implicano l&#8217;esecuzione di due o più note con un solo tocco della corda. Includono il <strong>a) martello</strong> vero e proprio (ascendente) e il <strong>b)</strong> <strong>tirato</strong> (discendente), e i <strong>c) trilli</strong>.</p>
<p><strong>a) Esempio di martello</strong>: suona un Mi sulla prima corda (a vuoto) e poi, senza più colpire la corda con la mano destra, porta l&#8217;indice della sinistra con decisione sul primo tasto. In questo modo la nota continuerà a vibrare, ma il suono salirà di mezzo tono da Mi a Fa.</p>
<p>L&#8217;ottimizzazione dell&#8217;effetto martello dipende da due fattori: il tempo che lasci passare da quando pizzichi la corda a vuoto con la destra e l&#8217;esecuzione del martello con la sinistra, e dalla rapidità e energia con la quale premi il dito della mano sinistra contro la corda in vibrazione.</p>
<p>Il martello può essere eseguito per quattro note successive (essendo quattro le dita della mano sinistra che possono colpire la corda): iniziando con una nota premuta dall&#8217;indice, e poi martellando con tutte le altre dita ad una ad una, puoi suonare quattro note ascendenti con un solo tocco della destra.</p>
<p><strong>b) Esempio di tirato</strong>: comincia questa volta con la nota premuta sul tasto, per poi passare alla corda a vuoto o ad un tasto più indietro. In questo caso il tono della nota, al contrario del martello, scende.</p>
<p>Il tirato richiede più attenzione rispetto al martello se vuoi che entrambe le note si sentano distintamente. Devi tirare via con decisione il dito della sinistra &#8220;pizzicando&#8221; con il polpastrello la corda mantenendola in vibrazione. Se tiri troppo lentamente, non prenderai la corda e la seconda nota non si sentirà bene.</p>
<p>Il tirato su quattro tasti permette di suonare quattro note discendenti con un solo tocco della mano destra. Inizia con tutte le dita della mano sinistra su una stessa corda, un dito per tasto. Suona la nota che è premuta dal mignolo e poi &#8220;tira&#8221; via di seguito tutte le dita.</p>
<p>I tirati a quattro tasti possono essere combinati con i martelli sempre a quattro tasti.</p>
<p><strong>c) Esempio di trillo</strong>: che non è altro che una rapida alternanza di due note. Premi la nota inferiore delle due, suonala una volta e poi fai un rapido martello ascendente e discendente con la nota superiore. La corda deve vibrare uniformemente e produrre un suono distinto<strong>.</strong></p>
<p><strong><span style="color: #800000;">2 &#8211; scivolati:</span></strong></p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Anche</span></span><strong><span style="color: #800000;"> </span></strong><span style="color: #000000;">qui si ottengono due note toccandone una sola con la destra</span><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">. La differenza sta nel fatto che in questo caso si passa attraverso note intermedie.</span></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Lo scivolato (slide) è più facile da eseguire sulla chitarra che su altri strumenti. Anzi, per alcuni è addirittura impossibile. Si esegue meglio con il medio o l&#8217;anulare della sinistra, perchè così si lasciano liberi l&#8217;indice e il mignolo, che alla fine dello slide possono così proseguire la frase risalendo o discendendo.</span></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Come-suonare-la-chitarra.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3082" title="Come suonare la chitarra" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Come-suonare-la-chitarra.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: TECNICHE SOLISTICHE SU UNA CORDA" width="180" height="240" /></a>In genere gli scivolati ascendenti sono più facili di quelli discendenti, perchè risalendo lungo il manico il volume tende ad aumentare. Non serve una abilità particolare, ma solo una certa costante pressione del dito sulla corda. Eseguendo uno scivolato verso il basso, ti accorgerai che serve una maggiore pressione perchè la corda seguiti a vibrare in modo corretto.</span></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">La pressione del dito è l&#8217;unico segreto degli slide sia ascendenti che discendenti. In poche parole devi imparare a staccare la mano sinistra dal manico in modo che il dito rimanga come unico punto di contatto saldo. Quando il dito raggiunge la nota finale dello scivolato, il resto della mano deve tornare a stringere il manico della chitarra. </span></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">La chitarra, inoltre, è l&#8217;unico strumento sul quale si possono far scivolare verso l&#8217;alto o verso il basso interi accordi. Il principio degli accordi scivolati è lo stesso delle singole note, ma richiede un maggior controllo per mantenere tutte le dita nella giusta posizione sulle diverse note dell&#8217;accordo. </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Gli accordi scivolati di maggior effetto sono quelli che coprono un intervallo di quarta (5 tasti), di quinta (7 tasti) e di ottava (12 tasti). Le quinte scivolate su accordi suonati sulle note basse, sono una caratteristica tipica dell&#8217;heavy metal, dove il sustain e la distorsione rendono più facile lo slide di quanto non avvenga con il suono naturale della corda.</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Per maggiori chiarimenti sugli intervalli leggi il mio post dedicato cliccando sul link:<a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-2"> GLI INTERVALLI</a></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><strong>3 &#8211; glissati:</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Il glissato è una delle tecniche fondamentali, soprattutto nel rock. In genere il tono della nota glissata viene alzato di un semitono (l&#8217;equivalente di un tasto), un tono (l&#8217;equivalente di due tasti) o un tono e mezzo (tre tasti). Si può forzare una corda fino ad alzare il tono della nota dell&#8217;equivalente di quattro tasti (due toni), ma questo richiede l&#8217;uso di corde molto sottili e una notevole forza nelle dita. Il difficile nell&#8217;eseguire questo effetto, è riuscire a tenere la corda accordata, in quanto glissare su una nota per più di un tono tende a scordarla, anche se per la verità la tenuta della corda dipende molto spesso dall&#8217;età della corda stessa. Per evitare che si scordino le corde occorre prestare molta attenzione agli avvolgimenti sulle meccaniche e al loro assestamento quando sono nuove.</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Per un principiante è consigliabile fare pratica con il glissato con l&#8217;anulare perchè la leva formata dall&#8217;anulare e dal pollice dà la forza necessaria a eseguire l&#8217;effetto. Importante mantenere il centro del polpastrello sulla corda per evitare che si impigli nell&#8217;unghia o scivoli sotto.</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Si può &#8220;stirare&#8221; la corda spingendo in entrambi i sensi, ma in genere spingendo verso l&#8217;alto, cioè verso le corde basse, si ha un miglior controllo che tirando verso il basso. Quando spingi una corda verso l&#8217;alto, tutta la tua mano accompagnerà lo sforzo, mentre tirando verso il basso sarà il solo dito a doverlo compiere.</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Per eseguire correttamente un glissato dovrai concentrarti sul tono e sul rumore. E&#8217; vitale che si arrivi al tono giusto: una nota glissata che non arrivi alla nota desiderata provoca sempre un&#8217;impressione terribile! Di quanto poi la corda deve essere sforzata per arrivare alla nota dipende dallo spessore della corda (la seconda e la terza corda sono le più facili per i glissati), dovrai perciò procedere ad orecchio, perchè volerlo calcolare, otre che impossibile, sarebbe anche assurdo. Con un pò di esercizio sarai presto in grado di scoprire quale sia il rapporto tra lo sforzo e il tono.</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Per ciò che riguarda i rumori indesiderati, questi in genere vengono prodotti quando vengono colpite accidentalmente altre corde con il dito che sta eseguendo l&#8217;effetto. Ci sono diversi modi di eliminare questi rumori. Uno ad esempio è quello di stoppare le corde adiacenti con l&#8217;indice o il medio, dietro al tasto sul quale si esegue il glissato. </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Oltre ai glissati ascendenti si possono effettuare, naturalmente, glissati discendenti. In questo caso si inizia con la corda già sforzata, la si colpisce, e poi si fa tornare al suo tono normale. L&#8217;effetto è quello di una nota singola che scende di tono.</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #800000;"><strong>4 &#8211; vibrati:</strong></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">E&#8217; una leggera e rapida variazione alternata di tono. L&#8217;effetto vibrato può dare un tocco di sentimento anche alla più semplice linea melodica. </span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Le tecniche di base per eseguire il vibrato sono soprattutto due, anche se ogni chitarrista ha il suo modo personale, leggermente diverso dagli altri.</span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Si può ottenere un vibrato attraverso un movimento orizzontale o verticale. Il primo è quello più tradizionale: viene mossa l&#8217;intera mano sinistra lateralmente, stando paralleli al manico, mentre viene premuta una nota o un accordo. Risulterà più facile se si rilascia o addirittura si toglie il pollice dal dorso del manico. Il contatto tra il dito e la corda non cambia, ma l&#8217;effetto ondulatorio avanti e indietro causa una sottile variazione di pressione che dà luogo al vibrato.</span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Il movimento verticale è più spesso usato insieme alle note glissate, poichè comporta un lieve e rapido movimento in alto e in basso.</span></span></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">*************************<br />
</span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">Per leggere immediatamente il prossimo articolo sulla chitarra clicca sul link sottostante:</span></span></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><em><a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-suonare-la-chitarra-le-mani-e-la-posizione-delle-dita">SUONARE LA CHITARRA: LE MANI E LA POSIZIONE DELLE DITA</a><br />
</em></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><em>Mirco Conforti<br />
</em></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></span></p>
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		<title>TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: L&#8217;INTAVOLATURA</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 19:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEORIA MUSICALE]]></category>
		<category><![CDATA[come suonare la chitarra]]></category>
		<category><![CDATA[intavolatura]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nel post precedente &#8220;Suonare la chitarra&#8221; ho fatto una breve introduzione sulla chitarra e abbiamo visto come incordare e accordare la chitarra. Ora cominciamo ad andare sullo specifico parlando dell&#8217;intavolatura.
Prima però di introdurre l&#8217;argomento credo sia utile fare una veloce panoramica sui vari tipi di chitarra esistenti e sulle loro particolarità.
La chitarra, infatti fa parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-3002"></span></p>
<p>Nel post precedente <a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-suonare-la-chitarra">&#8220;Suonare la chitarra&#8221;</a> ho fatto una breve introduzione sulla chitarra e abbiamo visto come incordare e accordare la chitarra. Ora cominciamo ad andare sullo specifico parlando dell&#8217;intavolatura.</p>
<p>Prima però di introdurre l&#8217;argomento credo sia utile fare una veloce panoramica sui vari tipi di chitarra esistenti e sulle loro particolarità.</p>
<p>La chitarra, infatti fa parte degli <strong>strumenti a corda</strong> e ne esistono cinque tipologie principali:</p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/2-25.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3014" title="2 (25)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/2-25.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LINTAVOLATURA" width="14" height="14" /></a> <em><strong>Classica, Folk, Elettrica, Elettroacustica </strong>e<strong> Semiacustica</strong></em>.</p>
<p>Normalmente la chitarra è costituita da sei corde che si contano <strong>partendo da quella più in basso</strong>, e la disposizione delle note è la seguente:</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-10.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3003" title="1 (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-10.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LINTAVOLATURA" width="20" height="15" /></a> Mi cantino</strong> (prima corda)</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-101.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3004" title="1 (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-101.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LINTAVOLATURA" width="20" height="15" /></a> Si</strong> (seconda corda)</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-102.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3005" title="1 (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-102.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LINTAVOLATURA" width="20" height="15" /></a> Sol </strong>(terza corda)</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-103.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3006" title="1 (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-103.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LINTAVOLATURA" width="20" height="15" /></a> Re</strong> (quarta corda)</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-104.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3007" title="1 (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-104.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LINTAVOLATURA" width="20" height="15" /></a> La</strong> (quinta corda)</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-105.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3008" title="1 (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-105.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LINTAVOLATURA" width="20" height="15" /></a> Mi </strong>(sesta corda)</p>
<p>Attenzione a non confondersi numerando le corde al contrario. Si parte sempre da quella più in basso che produce il suono più acuto.</p>
<p>La chitarra è <strong>uno strumento traspositore,</strong> ciò significa che le note prodotte dalla chitarra rispetto alla tastiera del pianoforte iniziano dalla seconda ottava, ma vengono scritte sul pentagramma <strong>un&#8217;ottava sopra</strong> per facilitarne la lettura. Quindi non si deve accordare la chitarra in base alle note scritte sul pentagramma, ma in base alle note suonate su di un pianoforte o su di una tastiera elettronica, partendo dalla seconda ottava.</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-12.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3009" title="1 (12)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-12.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LINTAVOLATURA" width="10" height="18" /></a> La chitarra classica</strong> oltre che per l&#8217;inconfondibile suono, si riconosce dalle altre a causa del manico più largo. L&#8217;unione del manico alla cassa armonica è sempre rinforzata per reggere la tensione delle corde. Le corde possono essere tutte in nylon, oppure le ultime tre possono essere in seta con copertura di metallo.</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-121.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3010" title="1 (12)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-121.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LINTAVOLATURA" width="10" height="18" /></a> La chitarra folk </strong>ha il manico più stretto rispetto alla classica per facilitare l&#8217;esecuzione degli accordi.</p>
<div id="attachment_3026" class="wp-caption alignright" style="width: 271px"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/chitarra-semiacustica1.jpg"><img class="size-full wp-image-3026" title="chitarra semiacustica" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/chitarra-semiacustica1.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LINTAVOLATURA" width="261" height="349" /></a><p class="wp-caption-text">Chitarra semiacustica, con le inconfondibili &quot;effe&quot; sulla cassa</p></div>
<p>La cassa armonica invece è più grande rispetto alla chitarra classica. E&#8217; probabilmente la chitarra più diffusa e può avere 6 o 12 corde. Nella 12 corde le prime due sono raddoppiate all&#8217;unisono (cioè suonano la stessa nota), mentre le altre sono raddoppiate con una corda intonata un&#8217;ottava sopra).</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-122.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3011" title="1 (12)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-122.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LINTAVOLATURA" width="10" height="18" /></a> La chitarra elettrica</strong> ha il suono che proviene da uno o più pickup posti sulla cassa, che ospita anche una serie di controlli di tono e di volume. E&#8217; la chitarra più utilizzata nelle band musicali.</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-123.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3012" title="1 (12)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-123.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LINTAVOLATURA" width="10" height="18" /></a> La chitarra elettroacustica</strong>, pur essendo dotata di una cassa armonica, possiede anche un pickup per la ripresa del suono, che viene equalizzato attraverso un controllo posto sul corpo della cassa.</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-124.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3013" title="1 (12)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-124.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LINTAVOLATURA" width="10" height="18" /></a> La chitarra semiacustica</strong> si riconosce subito per la presenza di due grandi &#8220;effe&#8221; poste ai lati della cassa armonica che contribuiscono a dare a questa chitarra quel timbro particolare tipico del jazz e del blues. Il suono viene poi ripreso da uno o due pickup come nella chitarra elettrica.</p>
<p>Ed ora veniamo all&#8217;<strong>intavolatura</strong>.</p>
<p>L&#8217;intavolatura è un sistema di scrittura musicale usato sia per la chitarra sia per altri strumenti a tasti. Ha preso forme diverse nel corso dei secoli ed è stata usata per il flamenco, per la musica folk e la musica per liuto. Il metodo è quello di indicare le diteggiature dell&#8217;intero brano con stile stenografico. La lettura si fonda sulla possibilità di ascoltare il brano per familiarizzare con la sua struttura ritmica e con la durata delle singole note e degli accordi.</p>
<p>In altre parole, l&#8217;intavolatura va usata con l&#8217;aiuto della memoria.</p>
<p>E&#8217; sicuramente più facile da comprendere della notazione musicale, ma non può però fornire precise informazioni sul tempo e sulla durata delle note, nè aiuta a capire la struttura armonica di un brano come invece fa la notazione musicale. Quindi:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/2-1.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-3015" title="2 (1)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/2-1.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LINTAVOLATURA" width="19" height="10" /></a>non si pensi di sostituire completamente la notazione con l&#8217;intavolatura.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Prendila per quello che è: una specie di stenografia.</p>
<p style="text-align: left;">E&#8217; basata su una griglia di sei righi dove ogni rigo rappresenta una corda della chitarra.</p>
<p style="text-align: left;">Il rigo superiore è il <strong>Mi cantino</strong>, quello inferiore è il <strong>Mi basso</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">I numeri che appaiono sui righi sono tasti numerati, ad esempio un numero 3 sul 2° rigo dall&#8217;alto dice di suonare un Re sulla corda numero 2 al 3° tasto. Uno 0 (zero) sullo stesso rigo dice di suonare la corda a vuoto.</p>
<p style="text-align: left;">Ecco un esempio di intavolatura:</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/come-suonare-la-chitarra1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3021" title="come suonare la chitarra" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/come-suonare-la-chitarra1.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LINTAVOLATURA" width="602" height="368" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Il diagramma mostra la &#8220;griglia&#8221; base dell&#8217;intavolatura: sei righi, uno per ogni corda della chitarra. I numeri indicano a quale tasto si deve suonare.</p>
<p style="text-align: left;">Ecco un esempio di intavolatura per un arpeggio di Do:</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/intavolatura.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3068" title="intavolatura" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/intavolatura.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: LINTAVOLATURA" width="286" height="161" /></a></p>
<p style="text-align: left;">&#8230;&#8230; che va letta in questo modo:</p>
<p style="text-align: left;">prima di tutto premere contemporaneamente la quinta corda al 3° tasto, la quarta al 2° tasto e la seconda al 1° tasto, eseguendo così l&#8217;accordo di Do maggiore (come vedremo in seguito). Poi pizzicare contemporaneamente la quinta e la seconda corda, e in successione la quarta, la terza, la seconda, la terza e infine ancora la quarta.</p>
<p style="text-align: left;">Per leggere subito il post successivo clicca sul link sottostante:</p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-suonare-la-chitarra-tecniche-solistiche-su-una-corda">SUONARE LA CHITARRA: TECNICHE SOLISTICHE SU UNA CORDA</a><br />
</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Mirco Conforti</em></p>
<p style="text-align: left;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p><!-- Inizio Codice Shinystat --><br />
<script src="http://codice.shinystat.com/cgi-bin/getcod.cgi?USER=utmusica" type="text/javascript"></script><br />
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<!-- Fine Codice Shinystat --></p>
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		<title>TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 07:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEORIA MUSICALE]]></category>
		<category><![CDATA[come suonare la chitarra]]></category>
		<category><![CDATA[imparare la chitarra]]></category>
		<category><![CDATA[suonare la chitarra]]></category>

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		<description><![CDATA[
In precedenza, sempre all&#8217;interno dell&#8217;argomento &#8220;Teoria musicale&#8221;, ho scritto alcuni articoli per ciò che riguarda il pianoforte e l&#8217;esecuzione di un semplice accompagnamento al pianoforte, una conoscenza indispensabile per chiunque voglia fare musica, e anche per chi segua un corso di canto. Se non hai ancora letto gli articoli in questione puoi partire da:
LA TASTIERA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-2984"></span></p>
<p>In precedenza, sempre all&#8217;interno dell&#8217;argomento <a href="http://www.ut-musica.com/category/teoria-musicale/">&#8220;Teoria musicale&#8221;</a>, ho scritto alcuni articoli per ciò che riguarda il pianoforte e l&#8217;esecuzione di un semplice <strong>accompagnamento al pianoforte</strong>, una conoscenza indispensabile per chiunque voglia fare musica, e anche per chi segua un corso di canto. Se non hai ancora letto gli articoli in questione puoi partire da:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-1">LA TASTIERA DEL PIANOFORTE</a></p>
<p style="text-align: left;">per proseguire poi con:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/gli-accordi-sul-pianoforte">GLI ACCORDI SUL PIANOFORTE</a></p>
<p style="text-align: left;">e tutti gli altri articoli successivi. Ti consiglio comunque di leggerti tutti gli articoli in <a href="http://www.ut-musica.com/category/teoria-musicale/">&#8220;Teoria musicale&#8221;</a> per avere una conoscenza di base di questa materia.</p>
<p style="text-align: left;">Lo strumento più suonato in assoluto, tuttavia non è il pianoforte ma <strong>la chitarra</strong>, perchè è lo strumento <a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/suonare-la-chitarra1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2995" title="suonare la chitarra" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/suonare-la-chitarra1.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA" width="240" height="180" /></a>più facile per qualsiasi principiante, perchè basta impararsi, anche senza conoscere la musica, una manciata di accordi per cavarsela con molte delle canzoni più conosciute e fare bella figura con le ragazze (magari sulla spiaggia davanti ad un falò).</p>
<p style="text-align: left;">Allo stesso tempo la chitarra offre anche illimitate possibilità di espressione musicale per chi voglia seriamente approfondirne lo studio.</p>
<p style="text-align: left;">La peculiarità della chitarra sta nell&#8217;essere suonata per lo più da autodidatti. I chitarristi pop, rock o folk, spesso raccolgono le loro nozioni qua e là, prendendo pezzi dai dischi e barattando accordi e fraseggi con gli amici. Non è un caso che alcuni dei più grandi chitarristi (non sto parlando naturalmente dei chitarristi classici), sono in realtà autodidatti che hanno usato e diffuso <strong>tecniche non convenzionali</strong>, ma non per questo meno efficaci.</p>
<p style="text-align: left;">Chi prende in mano una chitarra per la prima volta può, dopo pochi tentativi, produrre già qualcosa di &#8220;musicale&#8221;, ed è questo che ha contribuito a rendere la chitarra lo strumento più popolare che esista.</p>
<p style="text-align: left;">E allora, dopo gli articoli dedicati al pianoforte ho deciso di scrivere alcuni articoli per coloro che intendono imparare a suonare la chitarra in maniera sufficiente per poter accompagnare qualsiasi canzone che gli si presenti davanti.</p>
<p style="text-align: left;">Dopo questa lunga e noiosa premessa, io direi di cominciare&#8230;&#8230;.. <strong>a procurarsi una chitarra decente</strong>!</p>
<p style="text-align: left;">Non importa se è elettrica o acustica, con le corde di nylon o metalliche, l&#8217;importante è che deve essere suonabile. Le chitarre troppo economiche spesso sono un risparmio fasullo, perchè molto spesso sono mal costruite, possono avere un manico non perfettamente dritto, corde troppo alte sulla tastiera, un intonazione non accurata &#8230;&#8230; e altri inconvenienti che le rendono sconsigliabili.</p>
<p style="text-align: left;">La seconda cosa importante è riuscire ad <strong>accordare</strong> correttamente la chitarra. Non suonare mai con uno srumento fuori accordatura! Tu puoi essere stonato ma il tuo strumento no. Arriverà sempre il &#8220;sapientino&#8221; di turno che ti farà notare l&#8217;accordatura imperfetta e si prenderà lui il compito di accordare la tua chitarra correttamente, facendoti fare una brutta figura e facendoti perdere punti con quella ragazza su cui volevi fare colpo&#8230;.</p>
<p style="text-align: left;">Per questo ho scritto un articolo che puoi leggere cliccando qui sotto:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/suonare-dal-vivo/accordare-la-chitarra">ACCORDARE LA CHITARRA</a></p>
<p style="text-align: left;">Altro passaggio importante è l&#8217;&#8221;<strong>incordatura</strong>&#8220;, cioè il montaggio delle corde. Ho già scritto che per un principiante è consigliabile far eseguire le prime incordature da una <strong>persona esperta</strong> o dal proprio negoziante di fiducia. Voglio comunque qui darti<strong> alcuni suggerimenti</strong>:</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-9.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2989" title="1 (9)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-9.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA" width="20" height="15" /></a>Può succedere che le corde si rompano mentre le tendi, e la frustata della corda può colpirti in faccia. Pertanto è prudente tenere il <strong>viso lontano</strong> dalla corda mentre la stai accordando.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-91.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2990" title="1 (9)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-91.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA" width="20" height="15" /></a><strong>Non accordare mai</strong> le corde di un tono oltre il tono perfetto, perchè in questo modo si aumenta la possibilità di spezzarle e si provoca anche uno sforzo eccessivo sul manico rischiando di storcerlo.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-92.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2991" title="1 (9)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-92.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA" width="20" height="15" /></a>Puoi essere certo che una volta accordata l&#8217;ultima corda, la prima sarà già scesa di tono. Le corde nuove<strong> impiegano un paio di giorni</strong> ad assestarsi fino a rimanere stabilmente accordate.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-93.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2992" title="1 (9)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-93.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA" width="20" height="15" /></a><strong>Le corde lasciate sciolte</strong> si danneggiano facilmente. Infatti sono messe in vendita in bustine singole, e devi prestare attenzione a non piegarle quando le estrai per evitare di indebolirle.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-94.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2993" title="1 (9)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-94.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA" width="20" height="15" /></a><strong>Non montare mai</strong> corde di acciaio su una chitarra classica o da flamenco. Le corde di nylon esercitano una pressione enormemente inferiore rispetto a quelle di acciaio, e le chitarre classiche o da flamenco non sono costruite per reggere lo sforzo esercitato dalle corde di acciaio, che danneggerebbero sicuramente il manico.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-95.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2994" title="1 (9)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-95.gif" alt=" TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA" width="20" height="15" /></a>Puoi invece montare (ma non c&#8217;è nessun motivo per farlo) <strong>corde di nylon su una chitarra folk</strong>. In questo caso però il suono che verrà prodotto sarà inferiore di volume e meno incisivo rispetto al suono delle corde di acciaio.</p>
<p style="text-align: left;">Bene, come primo approccio penso che possa bastare. Se hai interesse ad imparare a suonare la chitarra, leggi il secondo articolo dedicato cliccando sul link qui sotto:</p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-suonare-la-chitarra-lintavolatura">SUONARE LA CHITARRA: L&#8217;INTAVOLATURA</a><br />
</em></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><em>Mirco Conforti</em></p>
<p style="text-align: center;">
<p><!-- Inizio Codice Shinystat --><br />
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		<title>CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 23:42:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
				<category><![CDATA[CANTO]]></category>
		<category><![CDATA[delfo menicucci]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica di affondo]]></category>

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Questo è di gran lunga l&#8217;articolo più importante che abbia mai pubblicato sul mio sito da quando è nato ad oggi.
Avrai probabilmente visto che in un mio post precedente dal titolo &#8220;Come cantare, brano dal libro&#8230;&#8221;, ho introdotto la Tecnica di Affondo estrapolando alcune righe dal libro &#8220;Scuola di canto lirico e moderno, indagine sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-3031"></span></p>
<p>Questo è di gran lunga l&#8217;articolo più importante che abbia mai pubblicato sul mio sito da quando è nato ad oggi.</p>
<p>Avrai probabilmente visto che in un mio post precedente dal titolo <a href="http://www.ut-musica.com/canto/canto-come-cantare-brano-dal-libro">&#8220;Come cantare, brano dal libro&#8230;&#8221;</a>, ho introdotto la Tecnica di Affondo estrapolando alcune righe dal libro &#8220;Scuola di canto lirico e moderno, indagine sulla Tecnica di Affondo&#8221; del Maestro Delfo Menicucci, uno dei maggiori esponenti in Italia di questa tecnica.</p>
<p>Ebbene, nel mio interminabile viaggio <em>ad inseguir virtute e canoscenza </em>(per dirla con Dante Alighieri), ho partecipato ad una cena alla presenza di vecchie glorie e nuovi talenti del canto lirico (non che io faccia parte di una di queste due categorie; ero invitato per altri motivi&#8230;). Cena tra i cui commensali ho</p>
<div id="attachment_3061" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Delfo-Menicucci.jpg"><img class="size-full wp-image-3061" title="Delfo Menicucci" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Delfo-Menicucci.jpg" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="200" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Delfo Menicucci</p></div>
<p>riconosciuto proprio il Maestro Menicucci.</p>
<p>Naturalmente non mi sono lasciato sfuggire la ghiotta occasione, e dopo aver assaporato le delizie della cucina, sono riuscito a trascorrere praticamente tutto il dopo-cena in sua compagnia assaporando le delizie di una chiacchierata tra musica e canto con una persona estremamente disponibile e addentro alla materia come, forse, pochi altri.</p>
<p>Spesso si imparano più cose conversando con personaggi di questo calibro che prendendo lezioni di canto con certi individui&#8230;..</p>
<p>Ad un certo punto ho preso carta e penna e gli ho fatto una vera e propria intervista che, con il suo consenso, pubblico adesso on-line.</p>
<p>E&#8217; abbastanza lunga, anche perchè il Maestro non si è certo risparmiato nell&#8217;argomentare le risposte, ma ti prego di leggerla attentamente. Se non hai tempo in questo momento tornaci sopra in seguito, oppure scarica la pagina e leggila con calma: contiene importanti informazioni sia per chi si stia accingendo ad imparare canto, sia per chi ha già intrapreso questa strada.</p>
<p>Ma non voglio dilungarmi oltre, ecco l&#8217;intervista:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Separazione2.gif"><img class="size-full wp-image-3057 aligncenter" title="Separazione" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Separazione2.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="547" height="10" /></a></p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-5.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3035" title="1 (5)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-5.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> Maestro Menicucci, può spiegare in poche parole che cos&#8217;è e in che cosa consiste la Tecnica di Affondo?</strong></p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-106.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3045" title="1 (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-106.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> Certamente. Cominciamo a dire che la TdA è un&#8217;ottima alternativa al microfono. Sul versante foniatrico e didattico si leggono spesso informazioni false sul canto. Per esempio che l&#8217;opposto di affondare è cantare di punta. Solo chi ha cantato in teatro senza microfono capisce la scelleratezza di questa affermazione e quindi la disonestà di chi la dichiara.</p>
<p>Oggi la microchirurgia è in grado di restaurare, di riparare, di inspessire e di accorciare le corde di qualsiasi individuo, ma non è in grado di intervenire sulla patologia più grave e più diffusa che si riscontri: il sottoutilizzo della voce. Foniatria e certi ambienti della didattica hanno tutta la convenienza a tacere in merito, ma una percentuale altissima di studenti di canto crescono all&#8217;oscuro delle proprie dotazioni vocali, ignorando l&#8217;entità della propria natura vocale, sia sul versante timbrico che su quello quantitativo.</p>
<p>La Tecnica di Affondo è un metodo sicuro ed efficace per dare modo allo studente di misurare il totale delle dotazioni vocali di cui dispone e metterlo in condizioni di adoperare il tutto o una percentuale a seconda del repertorio che affronta. L&#8217;affondo serve per cantare Puccini come va cantato e per cantare Rossini al risparmio, senza forzare per essere sentiti.</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-51.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3036" title="1 (5)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-51.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> Alcune tecniche di canto molto conosciute e seguite asseriscono che non è necessario, anzi è sconsigliabile, porre particolare attenzione all&#8217;attivazione delle muscolature addominali durante l&#8217;emissione del fiato. Si può quindi cantare correttamente anche senza &#8220;affondare&#8221; la voce?</strong></p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-107.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3046" title="1 (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-107.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> Vi sono tecniche di canto molto conosciute e seguite che sono totalmente inutili. La scelta del metodo dipende lall&#8217;intelligenza di chi studia.</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-52.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3037" title="1 (5)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-52.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> Alcuni nomi illustri che hanno adottato la TdA: Mario del Monaco, Martina Serafin, Ghena Dimitrova, Franco corelli&#8230;. e anche Andrea Bocelli del quale lei è il Vocal Coach. Ma allora la TdA serve solo ai cantanti lirici?</strong></p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-108.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3047" title="1 (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-108.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> La TdA serve a chi vuole esplorare la propria natura vocale per adeguare la voce a ciò che desidera cantare, non per adeguare il repertorio ai supposti limiti della propria laringe. Io ho scelto di studiare TdA dopo aver preso atto che tutti gli interpreti dei ruoli che a me piaceva cantare uscivano da quella scuola. Non mi è mai piaciuto cantare Rossini, quindi sono andato ad imparare l&#8217;affondo per cantare quello che mi piaceva cantare ed oggi, immeritatamente, lo diffondo. Io dico che l&#8217;affondo è indispensabile per cantare certi autori e opzionale per cantarne altri.</p>
<p>Nel pop le sonorità sono smisuratamente contraffatte dal microfono, per cui tutte le voci sembrerebbero avere il medesimo spessore. In realtà anche il più sprovveduto degli ascoltatori capisce che Massimo Ranieri canta con la gola più aperta di altri (quindi: affonda). Che Renato Zero, Tina Turner, Mina, Laura Pausini ed altri si sentirebbero anche senza microfono, al contrario della stragrande maggioranza degli altri che sussurrano con il microfono appoggiato alle labbra. Chi vuole cantare a gola larga, ammesso che non sia capace di farlo d&#8217;istinto, può provare l&#8217;affondo.</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-53.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3038" title="1 (5)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-53.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> Come ci si accorge se un cantante sta adottando la Tecnica di Affondo?</strong></p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-109.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3048" title="1 (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-109.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> Usa una vocalità generosa, senza risparmio, senza calcoli. Giuseppe di Stefano non ha mai studiato affondo ma per lui generosità di voce era sinonimo di generosita d&#8217;animo. Me lo ha insegnato personalmente e io ci credo con tutto me stesso. &#8211; Dimmi come canti e ti dirò se esco con te stasera -</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-54.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3039" title="1 (5)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-54.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> Quanto tempo serve per ottenere risultati soddisfacenti con la TdA nel caso di una voce pop che inizi da zero? In altre parole: dopo quanto tempo si può salire su un palco e cantare in modo dignitoso?</strong></p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-1010.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3049" title="1 (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-1010.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> Per quello che concerne lo strumento voce, si fa presto. In pochissime lezioni la TdA imposta il lavoro di ricerca e di introspezione sulla propria voce che poi dura tutta la vita. Per quello che concerne il saper cantare&#8230;. la TdA non fa miracoli. L&#8217;espressività e la comunicativa sono qualità rarissime e pur avendo la più bella voce del mondo&#8230;&#8230;</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-55.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3040" title="1 (5)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-55.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> E per i cantanti lirici?</strong></p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-1011.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3050" title="1 (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-1011.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> I cantanti lirici studiano tutta la vita, ma hanno un momento cruciale di verifica delle proprie capacita: il palcoscenico. Nel pop il microfono consente di eludere questa prova del nove.</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-56.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3041" title="1 (5)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-56.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> E&#8217; importante per un insegnante di canto conoscere l&#8217;anatomia e la fisiologia delle strutture preposte all&#8217;emissione della voce?</strong></p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-1012.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3051" title="1 (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-1012.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> Per rispondere con pertinenza a questa domanda dovremmo concordare una definizione di &#8220;insegnante di canto&#8221; che sia condivisibile o che per lo meno escluda dal novero tutti i dilettanti e i disonesti che sono in circolazione. L&#8217;onestà non è qualità specifica esclusiva degli insegnanti di canto, ma di tutti gli individui. Le conoscenze delle leggi anatomo/meccaniche sono dati che appartengono all&#8217;onestà di chi vuole insegnare. Quindi ogni individuo che insegna canto che ignori questi dati&#8230; non è onesto, al di là dei risultati che può vantare con i suoi allievi.</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-57.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3042" title="1 (5)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-57.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> E&#8217; importante che un insegnante di canto sappia anche suonare il pianoforte?</strong></p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-1013.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3052" title="1 (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-1013.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> Per fare un parallelo con il mondo medico: una laurea non è mai sinonimo di sicurezza di guarigione. Io mi affido più volentieri ad un medico che annovera dei risultati concreti nella cura della mia malattia, indipendentemente dalla votazione con cui ha conseguito la sua laurea. Un bravo accompagnatore è indispensabile alla preparazione di uno studente di canto, ma bisogna, come dicevo prima, concordare una definizione universale di &#8220;insegnante di canto&#8221;. Io per esempio amo definirmi un meccanico della voce.</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-58.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3043" title="1 (5)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-58.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> Un buon insegnante può dare lezioni indistintamente ad allievi di entrambi i sessi, o è consigliabile per un allievo, scegliere un insegnante del proprio sesso?</strong></p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-1014.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3053" title="1 (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-1014.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> La prima volta che andai da Franco Corelli mi aprì la porta lui in persona e, senza nemmeno accennare ad un &#8220;&#8230;Si accomodi!&#8221; mi chiese se studiavo con un uomo o con una donna. Risposi sicuro di me asserendo che chi mi aveva messo a posto la voce era una donna. Lui concluse dicendo: &#8220;Allora lei non può capire nulla della sua voce!&#8221;.</p>
<p>Tutte le opinioni vanno rispettate. Quella di Corelli è assolutamente più autorevole della mia, ma la condivido solo in parte.</p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-59.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3044" title="1 (5)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-59.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> Come fa un allievo alle prime armi ad accorgersi se è in presenza di un cattivo insegnante?</strong></p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-1015.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3054" title="1 (10)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/1-1015.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="20" height="15" /></a> Un allievo alle prime armi intelligente se ne accorge in breve tempo. Un allievo alle prime armi stupido non si accorgerebbe nemmeno di essere di fronte al Garcia!</p>
<p>In genere gli studenti si dividono in due categorie: quelli che cercano un insegnante bravo, e quelli che cercano un insegnante che dica loro &#8220;bravo!&#8221;</p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Separazione3.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-3058" title="Separazione" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/Separazione3.gif" alt=" CANTO. LA TECNICA DI AFFONDO: INTERVISTA AL MAESTRO DELFO MENICUCCI" width="547" height="10" /></a></p>
<p>Ecco qua. Sono dell&#8217;avviso che in queste dieci risposte ci sia molto da apprendere, non credi?</p>
<p>Se vuoi altre informazioni sulla Tecnica di Affondo clicca sul link qui sotto:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.ut-musica.com/ebook/la-tecnica-di-affondo.html">LA TECNICA DI AFFONDO</a></strong></p>
<p>Oppure contattami all&#8217;indirizzo mail:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>mail@ut-musica.com</strong></p>
<p style="text-align: left;">Puoi visitare il sito del Maestro Delfo Menicucci cliccando qui:<strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.delfomenicucci.com/index.html">DELFO MENICUCCI</a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>Mirco Conforti</em><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong><br />
</strong></p>
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		</item>
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		<title>TEORIA MUSICALE. LA TERZINA E LA SESTINA. I GRUPPI IRREGOLARI</title>
		<link>http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-la-terzina-e-la-sestina-i-gruppi-irregolari/ </link>
		<comments>http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/teoria-musicale-la-terzina-e-la-sestina-i-gruppi-irregolari/ #comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 09:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEORIA MUSICALE]]></category>
		<category><![CDATA[leggere la musica]]></category>
		<category><![CDATA[sestine]]></category>
		<category><![CDATA[terzine]]></category>

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		<description><![CDATA[
Bene bene, ora vediamo di andare un pochino più sul difficile rispetto alla lettura della musica e delle note sul pentagramma. Ma non preoccuparti, non c&#8217;è niente di impossibile da apprendere &#8230;&#8230; se riesco ad essere chiaro.
Prima di tuffarti in questo articolo ti consiglio di andare a rileggerti ciò che ho scritto riguardo al tempo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-2962"></span></p>
<p>Bene bene, ora vediamo di andare un pochino più sul difficile rispetto alla lettura della musica e delle note sul pentagramma. Ma non preoccuparti, non c&#8217;è niente di impossibile da apprendere &#8230;&#8230; se riesco ad essere chiaro.</p>
<p>Prima di tuffarti in questo articolo ti consiglio di andare a rileggerti ciò che ho scritto riguardo al tempo, con particolare attenzione alla differenza tra tempo semplice e tempo composto. L&#8217;articolo in questione è questo:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/leggere-la-musica-il-tempo">LEGGERE LA MUSICA: IL TEMPO</a></p>
<p style="text-align: left;">Una volta ripassato l&#8217;argomento tempo, possiamo andare avanti&#8230;&#8230;.</p>
<p>Prima di tutto: che cosa sono i <strong>gruppi irregolari</strong>?</p>
<p>Vengono detti irregolari quei gruppi di note che risultano in contrasto rispetto all&#8217;indicazione stabilita all&#8217;inizio. Mi spiego meglio, guarda questa immagine (il tempo è 6/8):</p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/esempio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2970" title="esempio" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/esempio.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. LA TERZINA E LA SESTINA. I GRUPPI IRREGOLARI" width="250" height="75" /></a></p>
<p>In questo caso, in un tempo di 6/8,  il gruppo irregolare è una <strong>duina</strong>, contrassegnata con un 2 sovrapposto, che è <strong>irregolare per diminuzione</strong>, cioè vi sono due sole note dove dovrebbero essercene tre. Quindi:</p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/2-41.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2973" title="2 (4)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/2-41.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. LA TERZINA E LA SESTINA. I GRUPPI IRREGOLARI" width="58" height="39" /></a><span style="color: #ff0000;"><strong>La </strong></span><strong><span style="color: #ff0000;">duina</span> </strong>(due note)<strong>,</strong> che <strong>è un gruppo regolare</strong> se posta in una misura semplice, <strong>diventa irregolare </strong>se posta in una misura composta come nell&#8217;esempio sotto (il tempo è prima 2/4 nella misura semplice e poi 6/8 nella misura composta):</p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/duine1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2966" title="duine" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/duine1.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. LA TERZINA E LA SESTINA. I GRUPPI IRREGOLARI" width="604" height="88" /></a></p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/2-4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2971" title="2 (4)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/2-4.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. LA TERZINA E LA SESTINA. I GRUPPI IRREGOLARI" width="58" height="39" /></a><span style="color: #ff0000;"><strong>La </strong><strong>terzina</strong></span> (tre note), che è un <strong>gruppo regolare</strong> se posta in una misura composta, <strong>diventa irregolare</strong> in una misura semplice come nell&#8217;esempio sotto (il tempo è prima 6/8 e poi 2/4):</p>
<p><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/terzine.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2967" title="terzine" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/terzine.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. LA TERZINA E LA SESTINA. I GRUPPI IRREGOLARI" width="595" height="90" /></a></p>
<p><em>(Le immagini sono prese dal libro di Teoria L.Rossi ed. Carrara)</em></p>
<p><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/2-42.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2974" title="2 (4)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/2-42.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. LA TERZINA E LA SESTINA. I GRUPPI IRREGOLARI" width="58" height="39" /></a><span style="color: #ff0000;">La sestina</span></strong> (sei note), è un gruppo regolare se posta in una misura composta, e un gruppo irregolare se posta in una misura semplice.</p>
<p><strong>La terzina</strong> è quindi<a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/duine-e-terzine.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2968" title="duine e terzine" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/07/duine-e-terzine.jpg" alt=" TEORIA MUSICALE. LA TERZINA E LA SESTINA. I GRUPPI IRREGOLARI" width="188" height="111" /></a> un gruppo di tre note che corrisponde per la sua durata ad un gruppo di due note <strong>della stessa specie</strong>. In altre parole, dovendo solfeggiare una terzina <strong>impiegheremo lo stesso tempo</strong> che utilizziamo per solfeggiare una duina costituita da note dello stesso valore (nell&#8217;esempio <em>due ottavi</em>).</p>
<p><strong>La duina</strong> è un gruppo di due note che corrisponde per la sua durata a un gruppo di tre note della stessa specie, e si solfeggia impiegando lo stesso tempo che utilizziamo per solfeggiare una terzina nell&#8217;ambito di un tempo composto.</p>
<p>E così via per tutti gli altri gruppi irregolari che possono avere un numero svariato di note.</p>
<p>Per concludere: le duine, le terzine ecc&#8230; sono gruppi di note che non dovrebbero stare in quella misura raggruppate in quella maniera, ma vengono inseriti per particolari esigenze del compositore e vengono utilizzati sempre più di frequente. Per evidenziare che si tratta di gruppi irregolari, si mette sopra al gruppo di note in questione un numerino pari al numero delle note che compongono il gruppo stesso: se sono duine viene posto un 2, se sono terzine un 3, e così via. La lettura avviene stringendole entro il tempo stabilito, se si tratta di note sovrabbondanti (gruppo irregolare per eccesso), o dilatandole entro il tempo stabilito in caso di una quantità di note scarsa (gruppo irregolare per diminuzione).</p>
<p>Se hai qualche dubbio o qualche domanda da pormi riguardo alla teoria, al canto o agli altri argomenti che tratto sul sito, non esitare a scrivermi nell&#8217;apposito box sottostante oppure all&#8217;indirizzo mail:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>mail@ut-musica.com</strong></p>
<p><em>Mirco Conforti</em></p>
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		<title>MUSICA LEGGERA: cosa vuol dire?</title>
		<link>http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/musica-leggera-cosa-vuol-dire/ </link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 21:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEORIA MUSICALE]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[musica leggera]]></category>

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		<description><![CDATA[
Si, lo so, questa è la sezione dedicata alla teoria musicale e ti aspetti di continuare il cammino che abbiamo intrapreso fino ad ora nel mondo delle nozioni musicali.
Niente di più giusto.
Ma il mio obiettivo è interpretare questo argomento (la teoria, appunto..) come se fosse una bella chiacchierata tra amici, dove ogni tanto si può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-2950"></span></p>
<p>Si, lo so, questa è la sezione dedicata alla teoria musicale e ti aspetti di continuare il cammino che abbiamo intrapreso fino ad ora nel mondo delle nozioni musicali.</p>
<p>Niente di più giusto.</p>
<p>Ma il mio obiettivo è interpretare questo argomento (la teoria, appunto..) come se fosse una bella chiacchierata tra amici, dove ogni tanto si può anche aprire una parentesi e divagare intorno a concetti di interesse particolare che la vastità dell&#8217;argomento offre.</p>
<p>Intendo allora chiudere con questo articolo la breve parentesi che ho aperto con: <a href="http://www.ut-musica.com/teoria-musicale/come-ascoltare-la-musica-alcuni-consigli">&#8220;Come ascoltare la musica, alcuni consigli&#8221;</a> per poi continuare immediatamente con il prossimo articolo a trattare la teoria</p>
<div id="attachment_2954" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/the-beatles.jpg"><img class="size-medium wp-image-2954 " title="the-beatles" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/the-beatles-300x262.jpg" alt=" MUSICA LEGGERA: cosa vuol dire?" width="300" height="262" /></a><p class="wp-caption-text">I Beatles</p></div>
<p>musicale vera e propria.</p>
<p>Se sei un nuovo lettore del mio sito e ti sei imbattuto in questa pagina per caso, ma sei alla ricerca di nozioni di teoria musicale, puoi leggere tutti gli articoli pubblicati cliccando qui:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/category/teoria-musicale/">TEORIA MUSICALE</a></p>
<p style="text-align: left;">Oppure puoi approfondire gli altri aspetti dell&#8217;universo musicale cliccando su:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/category/canto/">CANTO</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/category/suonare-dal-vivo/">SUONARE DAL VIVO</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ut-musica.com/category/ascoltare-la-musica/">ASCOLTARE LA MUSICA</a></p>
<p style="text-align: left;">Ti si apriranno le pagine di sommario che potrai sfogliare cliccando in basso a destra su <em>&#8220;Older Entries&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: left;">Ma torniamo a noi.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;idea di scrivere questo post e quello precedente mi è venuta parlando con alcuni amici riguardo all&#8217;ascolto della musica in relazione ai vari generi musicali.</p>
<p style="text-align: left;">Sono due le domande che mi sono state poste in particolare, alle quali vorrei provare a dare qui una risposta:</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/1-12.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2951" title="1 (12)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/1-12.gif" alt=" MUSICA LEGGERA: cosa vuol dire?" width="10" height="18" /></a> Che cosa significa &#8220;musica leggera&#8221;? Come nasce questo genere musicale e perchè ha soppiantato nell&#8217;ascolto comune la musica impegnata?</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/1-121.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2952" title="1 (12)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/1-121.gif" alt=" MUSICA LEGGERA: cosa vuol dire?" width="10" height="18" /></a> Che cos&#8217;è il jazz e perchè ha avuto un così grande successo nel mondo tanto da influenzare molta musica contemporanea?</p>
<p style="text-align: left;">(Provo a rispondere senza la presunzione di essere esaustivo. Prendila giusto con lo spirito di una chiacchierata tra di noi).</p>
<p style="text-align: left;">Anche se l&#8217;incontro con la musica non può mancare di dare rilievo alla <em>grande musica</em>, non si deve sminuire l&#8217;importanza che riveste la musica leggera, a causa dell&#8217;interesse e della diffusione di questo genere musicale che come tale merita un approfondimento e qualche riflessione.</p>
<p style="text-align: left;">Perchè tanto interesse per questa musica?</p>
<p style="text-align: left;">Forse si può dare una spiegazione chiara attraverso un paragone.</p>
<p style="text-align: left;">Se si deve scegliere tra un gioco e  un lavoro, in genere si è propensi a scegliere il gioco, anche se si sa che il gioco è fine a se stesso mentre il lavoro lascia una traccia più tangibile.</p>
<p style="text-align: left;">Si può quindi dire che il gioco è una &#8220;attività leggera&#8221;, mentre il lavoro è una &#8220;attività seria&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;">Quando si parla di musica leggera si intende contrapporla proprio alla musica colta o classica che dir si voglia, per la sua caratteristica di svago e di divertimento implicito nell&#8217;andamento gradevole della melodia sostenuta da un accompagnamento ritmico.</p>
<p style="text-align: left;">Ritmo e melodia sono infatti due ingredienti importantissimi capaci di far gradire la musica a una grande massa di persone.</p>
<p style="text-align: left;">La musica leggera affonda le sue origini nelle danze popolari e, in tempi più recenti , risente dell&#8217;influenza del jazz.</p>
<p style="text-align: left;">Il <em>ballabile</em> e la <em>canzone</em> sono i generi base della musica leggera.</p>
<p style="text-align: left;">Il ballabile si basa propriamente sul ritmo mentre la canzone unisce il testo alla musica e assolve anche la</p>
<div id="attachment_2958" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/miles-davis.jpg"><img class="size-medium wp-image-2958" title="miles-davis" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/miles-davis-225x300.jpg" alt=" MUSICA LEGGERA: cosa vuol dire?" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il grande trombettista jazz Miles Davis</p></div>
<p>funzione di ballabile.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;avvento della musica leggera lo possiamo datare alla fine dell&#8217;800, quando anche nella musica si è cominciata a creare una spaccatura sociale tra musica colta e musica popolare. Da questo punto in poi il genere leggero ha cominciato ad acquistare una sua fisionomia e una diffusione di massa grazie alla radio e al disco. Il grande boom è avvenuto poi negli anni cinquanta dello scorso secolo quando il disco non ebbe più il compito di diffondere canzoni giunte al successo per altre vie, ma diventa esso stesso la causa del successo, sicchè cantanti e canzoni nascono in funzione del disco stesso.</p>
<p style="text-align: left;">Se restiamo nell&#8217;ambito della canzone italiana, questa deve essere fatta risalire all&#8217;opera nel momento in cui il gusto popolare cominciò a isolare dal contesto dell&#8217;opera stessa le &#8220;arie&#8221; più significative che diventarono, per così dire, il prototipo della canzone moderna.</p>
<p style="text-align: left;">Il gusto popolare è stato spesso relegato al grado di sottocultura, ma non c&#8217;è niente di più sbagliato in questa tendenza. Invece la sensibilità popolare ha un suo gusto molto più genuino e istintivo rispetto alla cultura musicale ufficiale, che esibisce soltanto dei codici di ascolto ed è imbrigliata nel rigore degli schemi colti.</p>
<p style="text-align: left;">Arriviamo poi agli anni sessanta che sono stati rivoluzionari nel campo della musica leggera a causa dell&#8217;esplosione della musica <em>beat</em> per merito, soprattutto, dei Beatles. Il termine &#8220;beat&#8221; deriva sostanzialmente dal jazz e vuole indicare la &#8220;pulsazione ritmica&#8221;. E&#8217; una musica di gruppo dove il suono diventa elettronico con largo impiego di chitarre elettriche.</p>
<p style="text-align: left;">Una certa importanza riveste anche la canzone francese, che vanta una grossa tradizione, ed ha influenzato in passato e, per certi versi ancora oggi, molti autori europei. Nella canzone francese si trova una vena intellettualistica che si intreccia con la vena popolare tipica degli <em>chansonniers</em>.</p>
<p style="text-align: left;">Questo, in breve, per quello che riguarda le origini e gli sviluppi passati della musica leggera, mentre per l&#8217;evoluzione recente, diciamo dagli anni 80 in poi, peraltro sotto gli occhi di tutti, non è necessario che mi dilunghi in disquisizioni intellettualistiche (anche perchè probabilmente tu ne saprai più di me!).</p>
<p style="text-align: left;">Il jazz merita un discorso a parte in quanto si distingue da tutti gli altri tipi di musica.</p>
<p style="text-align: left;">Va detto prima di tutto che la musica jazz nasce dai canti popolari neri verso la fine del XIX secolo.</p>
<p style="text-align: left;">Queste minoranze nere, presenti nel sud degli Stati Uniti, sfogarono oppressione e miseria di cui erano fatte oggetto nei canti di lavoro, nei canti religiosi e nei famosi &#8220;blues&#8221;, nei quali si ritrova l&#8217;antica origine della musica africana caratterizzata da ritmo e improvvisazione. E&#8217; una musica composta, suonata e cantata come protesta, come preghiera e come liberazione sia morale che fisica. E&#8217; il classico esempio di come la musica può scendere dal piedistallo in cui la colloca una minoranza piccolo borghese (spesso ignorante e bigotta), per identificarsi con le masse e interpretane le aspirazioni e i desideri.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;esecutore jazz deve essere in grado di sfruttare al massimo le prestazioni degli strumenti, e per questo, molto spesso chi suona jazz ha un talento musicale fuori dal comune, o addirittura si tratta di veri e propri virtuosi.</p>
<p style="text-align: left;">Gli strumenti classici del jazz sono la batteria, il contrabbasso, la chitarra, il sax, il clarinetto, la tromba e il pianoforte.</p>
<p>Il jazz ha avuto così tanto successo in tutto il mondo, e ha influenzato  dalla sua nascita in poi molta musica moderna perchè, al di là delle  circostanze che ne hanno provocato la nascita, ha valori artistici  propri e indiscutibili, riconoscibili in ogni tempo e che lo collocano  nella storia della musica insieme ai suoi più grandi interpreti.</p>
<p><em>Mirco Conforti</em></p>
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		<title>COME ASCOLTARE LA MUSICA: alcuni consigli</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 23:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEORIA MUSICALE]]></category>
		<category><![CDATA[ASCOLTARE LA MUSICA]]></category>
		<category><![CDATA[come ascoltare la musica]]></category>

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Con questo post voglio aprire una breve parentesi prima di continuare il nostro viaggio intorno alla musica e alla teoria musicale.
Una parentesi doverosa riguardante l&#8217;ascolto della musica, perchè se è vero che imparare uno strumento significa conoscere, oltre alle caratteristiche dello strumento stesso e la tecnica di esecuzione, anche le nozioni di teoria musicale, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-2939"></span></p>
<p>Con questo post voglio aprire una breve parentesi prima di continuare il nostro viaggio intorno alla musica e alla teoria musicale.</p>
<p>Una parentesi doverosa riguardante l&#8217;ascolto della musica, perchè se è vero che imparare uno strumento significa conoscere, oltre alle caratteristiche dello strumento stesso e la tecnica di esecuzione, anche le nozioni di teoria musicale, è altrettanto vero che ascoltare gli altri musicisti all&#8217;opera, ascoltare la musica, TUTTA la musica e non solo quella che ci piace, carpire i segreti delle composizioni musicali, siano esse di musica colta, pop o altri generi, forma la cultura musicale senza la quale qualunque apprendimento si rivela arido.</p>
<p>Attenzione: con questo articolo non voglio insegnarti nessun &#8220;metodo sicuro&#8221; per ascoltare la musica, anzi ti consiglio vivamente di rifuggire da quei libri (ce ne sono molti in commercio!) che promettono la chiave magica in grado di aprire facilmente le porte dell&#8217;ascolto della musica.</p>
<p>Dai libri onesti si possono ricevere suggerimenti, consigli, occasioni di riflessione, qualcosa che non va</p>
<div id="attachment_2945" class="wp-caption alignright" style="width: 242px"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/js_bach.jpg"><img class="size-medium wp-image-2945" title="js_bach" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/js_bach-232x300.jpg" alt=" COME ASCOLTARE LA MUSICA: alcuni consigli" width="232" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">J.S. Bach</p></div>
<p>comunque oltre l&#8217;avvio all&#8217;ascolto corretto della musica. Dalle pubblicazioni disoneste invece non riceverai che la disillusione profonda e la riprova che, senza un impegno costante, non si costruisce nulla.</p>
<p>Coloro che si accostano alla musica con la &#8220;spiegazione fatta&#8221;, spesso si scoraggiano e si avviliscono perchè, non riconoscendo nella composizione la logica della spiegazione ricevuta, credono di aver definitivamente perduto la partita con la musica.</p>
<p>Occorre allora partire da lontano e cercare di approfondire l&#8217;importantissimo aspetto che costituisce per la maggior parte delle persone il solo modo di avere a che fare con la musica:<em> l&#8217;ascolto</em>.</p>
<p>Qui voglio parlarti dell&#8217;ascolto di quella musica che in genere presenta più difficoltà nell&#8217; essere appresa: la musica colta.</p>
<p>La musica non fa eccezione rispetto alle altre arti: per capirla e goderla appieno serve una gradualità progressiva partendo da livelli elementari per approdare poi verso stadi più complessi.</p>
<p>Fa parte della gradualità la capacità di riconoscere la voce degli strumenti.</p>
<p>In effetti sono molti coloro che non riescono a determinare a quali strumenti appartengono i vari suoni che ascolta. Riconoscere gli strumenti che suonano in un&#8217;orchestra è un esercizio utile perchè affina e sviluppa la capacità di ascolto.</p>
<p>Quante volte ci capita di ascoltare musiche assolutamente noiose e prive di significato? Ebbene in quei casi, visto che è difficile trarre piacere, ci si può divertire a riconoscere tra la selva di suoni, i vari tipi di strumenti. E&#8217; un esercizio che io ho praticato più di una volta e piano piano può diventare un gioco, una sfida con se stesso e il proprio orecchio.</p>
<div id="attachment_2946" class="wp-caption alignleft" style="width: 289px"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/wolfgang-amadeus-mozart.jpg"><img class="size-medium wp-image-2946" title="wolfgang-amadeus-mozart" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/wolfgang-amadeus-mozart-279x300.jpg" alt=" COME ASCOLTARE LA MUSICA: alcuni consigli" width="279" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">W.A. Mozart</p></div>
<p>Ho detto prima dell&#8217;importanza della gradualità dell&#8217;ascolto: è questo un punto assolutamente basilare. Come non è possibile costruire una casa partendo dal tetto, altrettanto sbagliato è iniziare l&#8217;ascolto della musica partendo da brani di notevole difficoltà e impegno.</p>
<p>La musica è un linguaggio e come tale presenta varie gradazioni di difficoltà. Esiste un linguaggio che esprime concetti estremamente chiari per tutti, come esiste un trattato di filosofia che non è da tutti facilmente comprensibile. Per capire il trattato di filosofia occorre quindi passare attraverso varie gradazioni di difficoltà del linguaggio.</p>
<p>La stessa cosa succede nella musica. C&#8217;è però da aggiungere in questo caso che, rispetto al linguaggio, le difficoltà aumentano con la musica in quanto non parla con la precisione logica delle parole.</p>
<p>Cercare il significato nascosto della musica trasforma l&#8217;ascolto in partecipazione attiva, e ascoltare è come essere coinvolti nella ricerca del messaggio musicale e significa, in definitiva, inserirsi produttivamente nel fenomeno musicale stesso.</p>
<p>Il difficile, mi dirai, è cogliere questo messaggio. Ebbene, la difficoltà si vince a patto che l&#8217;ascolto sia condotto per gradi. Piano piano, mattone dopo mattone si costruisce la casa &#8230;. guai a lasciarsi impressionare dalla difficoltà senza avere il coraggio di affrontarla.</p>
<p>D&#8217;altra parte, siccome la grande musica è arte, man mano che l&#8217;orecchio si abitua resta subito gratificato e incoraggiato dalla bellezza, e spronato a proseguire il cammino.</p>
<p>L&#8217;ascolto della musica colta dovrà quindi all&#8217;inizio essere indirizzato verso quelle composizioni in grado di sviluppare il senso del ritmo. Non è difficile reperire brani del genere anche nei grandi autori, infatti anche i musicisti più celebri hanno spesso composto pezzi di facile ascolto.</p>
<p>A titolo di esempio ti propongo di seguito alcune composizioni che potrebbero essere particolarmente adatte a questo scopo:</p>
<p><em><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/Spunte-13.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2940" title="Spunte (13)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/Spunte-13.gif" alt=" COME ASCOLTARE LA MUSICA: alcuni consigli" width="25" height="25" /></a>&#8220;Corale&#8221; per organo di J.S. Bach</strong></em>: sarai attratto dalla perfezione formale di questo grande musicista e ti resterà nell&#8217;orecchio l&#8217;organo, lo strumento più amato da Bach.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/Spunte-131.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2941" title="Spunte (13)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/Spunte-131.gif" alt=" COME ASCOLTARE LA MUSICA: alcuni consigli" width="25" height="25" /></a>Quartetto n. 6 op. 18 di Beethoven per 2 violini, 1 viola, 1 violoncello</strong></em>: ascoltandolo sarai in grado di riconoscere il diverso timbro degli archi impiegati.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/Spunte-132.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2942" title="Spunte (13)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/Spunte-132.gif" alt=" COME ASCOLTARE LA MUSICA: alcuni consigli" width="25" height="25" /></a>Minuetto dalla sinfonia n. 39 in Mi Bemolle di W.A. Mozart</strong></em>: un capolavoro sinfonico pieno di grazia e ispirazione.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/Spunte-133.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2943" title="Spunte (13)" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/Spunte-133.gif" alt=" COME ASCOLTARE LA MUSICA: alcuni consigli" width="25" height="25" /></a>Minuetto di Luigi Boccherini</strong></em>: qui noterai come la chitarra si amalgama bene con gli archi.</p>
<p>Naturalmente il l&#8217;elenco potrebbe continuare a lungo.</p>
<p>L&#8217;errore che si deve assolutamente evitare di fare è quello di leggere l&#8217;interpretazione dei critici musicali prima di dedicarsi all&#8217;ascolto. Semmai si deve fare il contrario. Non che i critici siano dannosi, ma il fatto è che hanno un loro modo di sentire e percepire e in più, a causa del mestiere, tendono a livellare giudizio e sensibilità degli ascoltatori sui loro schemi di un codice colto.</p>
<p>Il problema è entrare nel mondo della musica colta in punta di piedi, attenti alla scelta oculata e graduale dei brani &#8230;. il resto viene da sè.</p>
<p>Solo quando avrai ascoltato il pezzo sarà interessante confrontare il tuo giudizio con i giudizi colti, ufficiali</p>
<div id="attachment_2947" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/la-scala.jpg"><img class="size-medium wp-image-2947" title="la-scala" src="http://www.ut-musica.com/wp-content/uploads/2010/06/la-scala-300x224.jpg" alt=" COME ASCOLTARE LA MUSICA: alcuni consigli" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Il Teatro alla Scala di Milano, tempio del melodramma italiano, venne definito da Stendhal il primo teatro al mondo</p></div>
<p>degli addetti ai lavori. Spesso, a parte le parole, ti accorgerai che non passa molta differenza.</p>
<p>Ti capiterà spesso di ascoltare musica e di non essere in grado di pronunciare nessun giudizio. Dirai semplicemente che ascoltando ti sei divertito o commosso. E&#8217; proprio questo il significato essenziale della musica. I musicisti molto spesso no intendono dire assolutamente nulla!</p>
<p>Nel momento in cui componevano si stavano semplicemente divertendo o erano presi da una commozione al di là dei contorni precisi di un messaggio o di un significato.</p>
<p>Quando sentirai, tramite un buon allenamento, la voglia irrefrenabile di partecipare all&#8217;ascolto, vuol dire che avrai capito il messaggio della musica.</p>
<p><em>Mirco Conforti</em></p>
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