IMPARARE A SUONARE LA TASTIERA ELETTRONICA Parte seconda


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Con una tastiera elettronica si possono imitare le voci di moltissimi strumenti, a volte anche in maniera eccellente. L’importante, quando si usa un timbro che non sia quello di uno strumento a tastiera, è fare riferimento all’estensione dello strumento che si vuole imitare. Ogni strumento, che sia un sax, un clarinetto, una armonica a bocca o una chitarra, ha una propria estensione, e suonare delle note che non siano all’interno della gamma di suoni prodotti dallo strumento che si vuole emulare, rende nulla l’imitazione e produce dei suoni indefiniti.

Se vorrai imitare una chitarra classica, dovrai prima ascoltare una vera chitarra e carpirne le particolarità di esecuzione, e poi riprodurre quelle caratteristiche con la tua tastiera, altrimenti non renderai l’idea.

Ho già detto nel post precedente che la tastiera deve essere posta all’incirca all’altezza dell’ombellico per una corretta angolatura delle braccia. La tua posizione dovrà essere circa davanti al Do centrale, ad una distanza pari al tuo avambraccio. In questo modo lo strumento verrà suonato in maniera rilassata e con la corretta postura.

La mano deve essere disposta in modo che il dorso sia leggermente inclinato in avanti, cosicchè le dita appoggino sui tasti con la parte superiore del polpastrello, quasi con la punta, e non con l’intero polpastrello. In questa maniera si esercita una corretta pressione sul tasto, e si possono suonare i tasti neri semplicemente allungando il dito, senza spostare l’avambraccio, o comunque effetuando solo lievi spostamenti.

Posizione corretta della mano

Posizione corretta della mano

Come si accompagna una melodia?

Dipende dal timbro che decidi di utilizzare. Se vuoi produrre un tappeto con un suono di archi, puoi eseguire la successione di accordi con la mano destra, e con la sinistra suonare la fondamentale dell’accordo, magari raddoppiata, oppure la fondamentale e la nota che caratterizza l’accordo (terza, settima, quarta ecc…), oppure se hai una sufficiente autonomia della mano sinistra, puoi eseguire un disegno di bassi che renda l’accordo meno statico.

Se invece utilizzi un timbro di pianoforte o simili, una seppur minima indipendenza delle mani è pressochè obbligatoria. Mentre la mano destra esegue l’accordo completo, la mano sinistra esegue una linea di bassi più o meno difficoltosa a seconda delle capacità del suonatore.

Naturalmente non c’è una regola fissa per l’accompagnamento con la mano sinistra, ogni genere musicale ha le sue ritmiche e le sue note da suonare. Molto dipende anche dalla sensibilità e dall’estro del musicista. Inoltre se suoni in una band che prevede l’utilizzo del basso, devi stare bene attento a non generare confusione tra la tua mano sinistra e le note suonate dal bassista. Con un pò di pazienza e molto molto ascolto, riuscirai a individuare ciò che dovrai fare con la tua mano sinistra.

Determinante comunque è acquisire una buona indipendenza delle mani attraverso esercizi e molto impegno. A questo proposito esistono in commercio numerosi metodi che puoi trovare in qualsiasi negozio specializzato.

Se invece avrai la pazienza di seguirmi, vedrò di accompagnarti in questa impresa.

Esempi di tecniche di accompagnamento per la mano sinistra

Intanto alcune semplici idee.

Una delle possibilità è l’arpeggio. Qua sotto ti propongo un arpeggio semplice con quattro semiminime per un tempo di 4/4 in un semplice giro di accordi Do, Re -, Sol7, Do.

L’accompagnamento è costituito dalla nota fondamentale dell’accordo, la dominante (V grado), poi la modale (III grado) sull’ottava sopra, e ancora la dominante. Una leggera variazione allo schema la abbiamo sull’accordo di Sol7, dove ho inserito il settimo grado (Fa).

E’ un tipo di accompagnamento relativamente semplice da eseguire, ma può risultare monotono a lungo andare. Può essere utilizzato per determinate frasi melodiche e intervallato con altre soluzioni.

Ancora più semplice, anche se un pò banale, è questo accompagnamento costituito da salti di ottava. Risulta molto monotono, ma per brevi frasi può essere di effetto. Sempre sugli stessi accordi di cui sopra:

Una soluzione interessante è quella di alternare le due tecniche in questo modo:

Ancora un’idea di accompagnamento costituito dalla fondamentale e dalla dominante dell’accordo:

Oppure:

Comunque, ripeto, molto dipende dalla sensibilità e dalla capacità di apprendimento e di imitazione individuale. Ascolta, ascolta, ascolta chiunque suoni la tastiera elettronica o il pianoforte, guarda, se puoi, come muove la mano sinistra a seconda del tipo di brano o del genere musicale che esegue. E poi studia e raggiungi la completa indipendenza delle mani. Se hai fretta di iniziare e pensi di riuscire a fare da solo, ci sono dei buoni metodi in commercio come l’innovativo Bastien, ma anche il vecchio Beyer può andare più che bene.

Rifuggi dai metodi semplificati che promettono miracoli.

Quanto tempo dedicare allo studio? Per iniziare può andar bene anche mezz’ora al giorno, ma se vuoi ottenere risultati che soddisfino soprattutto te stesso, dovrai piano piano dilatare questo tempo.

Ricorda: qualsiasi strumento ti darà molto di più di quello che tu hai dato a lui. Ogni minuto del tuo tempo che hai dedicato allo strumento ti verrà restituito con gli interessi attraverso le immense soddisfazioni che ne ricaverai. E non solo: suonare per soddisfazione personale è senz’altro gratificante, ma eventuali guadagni con il tuo strumento non sono proprio da deprecare, anzi!

Nel prossimo post andremo a conoscere alcuni dei principali controlli sulla tastiera.

Mirco Conforti

Corso di tastiera elettronica: il manuale di Utmusica





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2 Responses to IMPARARE A SUONARE LA TASTIERA ELETTRONICA Parte seconda

  1. Pingback: Imparare a suonare la tastiera elettronica |utmusica

  2. Domenico.ganci says:

    Complimenti
    Facile
    Piacevole
    Istruttivo.

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