Musica in sottofondo
Quante volte ci è capitato di ordinare ai nostri figli di spegnere la radio o il lettore CD nel momento in cui si mettono a studiare. È opinione comune infatti che l’ascolto della musica in sottofondo, seppure in modo distratto e inconscio, non giovi allo studio.
Ma è proprio così?
A questo proposito riporto qui un brano tratto dall’articolo “L’importanza del paesaggio sonoro” di FrancescoBellomi che può indurci a qualche riflessione:
Consideriamo la possibilità che l’esperienza dell’ascolto distratto sia un’esperienza “strutturante” ed educativa. Ricordate la scena de Il grande dittatore in cui Charlie Chaplin, nei panni di un apprendista barbiere, fa la barba a tempo di musica ad un perplesso cliente? In quel caso la musica “guidava” le azioni del barbiere.
È possibile che la musica possa avere un effetto analogo quando, invece di svolgere un lavoro manuale, si sta svolgendo un lavoro intellettuale? Lo studente che svolge i compiti di trigonometria con la radio accesa non sta cercando in tal modo di inserire la sua mente in un flusso strutturato e ordinato?[...] E’ nota ad esempio la capacità “strutturante” della musica nei confronti dell’attività motoria dei parkinsoniani e delle persone affette dalla sindrome di Tourette. I loro schemi motori e il loro eloquio, convulsi e spezzati, possono istantaneamente diventare normali nel canto e nelle attività rituali (sappiamo da tempo che accade lo stesso nel caso dei balbuzienti). Qualcosa del genere si osserva anche nei pazienti affetti dal morbo di Parkinson (a volte chiamato balbuzie cinetica): i loro movimenti convulsi e a scatti possono essere sostituiti, grazie alla musica o al coinvolgimento in una azione coordinata, in un flusso ritmico e melodico. 
Allora se la musica ha questo potere “strutturante” nell’azione, e la cosa è così palesemente visibile nei casi citati, viene spontaneo chiedersi se la stessa cosa non possa avvenire nei confronti delle “azioni mentali”, cioè del pensiero.
La musica di sottofondo allora potrebbe essere un equivalente sonoro di quello che è per ciascuno di noi il proprio “ambiente”. Un qualcosa di familiare e perciò rassicurante, ma anche un qualcosa di ordinato e logico e quindi “strutturante”, un qualcosa che mette l’ascoltatore nella condizione emotiva più idonea a svolgere il proprio lavoro.
Si considera assolutamente normale che uno scrittore abbia bisogno del suo studio, della sua biblioteca, per poter scrivere in santa pace i suoi lavori. L’ambiente nel quale ci troviamo può infatti favorire o ostacolare la concentrazione di ciascuno di noi.
E se invece di un particolare ambiente architettonico, “fisico”, ci fosse qualcuno che ha bisogno di un particolare ambiente “sonoro”?
M.C

















Io sono dell’opinione che la musica in sottofondo aiuta a rilassare la mente, il corpo e quindi può migliorare la concentrazione.
Ma penso che bisogna scegliere la musica giusta! Ascoltare una stazione radio di musica pop o disco dove tra una canzone e l’altra ci sono dei DJ che danno le notizie sulla vita privata di veline e tronisti non aiuta certo a rillassrsi ed a concentrarsi. Tuttaltro! E’ una distrazione.
Mentre ascoltare un CD di Ludovico Einaudi (giusto per citarne uno) con un volume medio/basso può essere rilassante.
Oltre ad ascoltare il disco giusto, sarebbe buona cosa anche ascoltarlo nel modo giusto…ma questo è un altro discoro
concordo: le radio commerciali italiane sono un pianto. per un solo, raro, brano
musicale decente, devi subire ore di pubblicità odiose, dj garruli, risatine e battutine insulse. watt sprecati. meglio un disco, o radiorai3. aloha m
Ciao Marco, ciao Andrea. Vedo che siamo tutti d’accordo. La musica in sottofondo può rilassare e forse anche migliorare la concentrazione, purchè sia “Musica” con la M maiuscola.
RadioRai3 come dice Marco, trasmette sempre musica di qualità e non solo …. se siete interessati alla musica “colta” alle 13 in punto ogni giorno provate ad ascoltare “La barcaccia”.
Vi si imparano tante cosette molto interessanti!
Ciao
Concise and well written, thank you for the info