Siamo tutti cantanti

Update: November 29th, 2009

Ti voglio svelare quella che è una verità assoluta. Fissala bene in testa e non scordarla mai:


 Siamo tutti cantanti

Chiunque sappia parlare in modo corretto dal punto di vista meccanico, sappia cioè disporre correttamente la glottide durante il normale regime di conversazione, è sicuramente e assolutamente in grado di ripetere tale operazione durante il canto.

 Siamo tutti cantanti

Non c’è nulla che possa impedirti di raggiungere il tuo traguardo se veramente vuoi diventare un cantante. Chiunque parli in modo corretto è anche in grado di cantare correttamente.

Ma non può farlo da autodidatta! Stai attento perchè stonati si diventa!

Tra il normale regime di conversazione e il canto c’è lo stesso rapporto che intercorre tra camminare e correre. Anche chi cammina in modo corretto e non ha problemi muscolari, articolari o ossei, può correre senza particolari problemi ….. basta che si faccia un po’ di fiato con l’allenamento (e smetta di fumare!).

E se questa attività diventa continuativa o addirittura professionale, servono alcuni accorgimenti, come le scarpe giuste, una dieta appropriata, scegliere determinati fondi stradali ecc…

Ma se poi si vogliono raggiungere determinati risultati, allora serve un allenatore in grado di programmare l’allenamento, rafforzare la muscolatura in modo mirato, e soprattutto valutare le possibilità dell’atleta in modo da non farlo incorrere in infortuni che potrebbero essere, talvolta, irrimediabili.

Lo stesso vale per il canto. Non si deve fare da soli!

Lo “Strumento – Voce” è troppo delicato per potersi permettere il fai-da-te. Gli stessi infortuni talvolta irrimediabili in cui incorre l’atleta che sbaglia l’allenamento, possono accadere (ed accadono, credimi!) a chi si avvicina al canto da autodidatta, e solo perchè ha una bella vocetta intonata presume di poter cantare di tutto e tutte le volte che desidera.

 Siamo tutti cantanti

Ebbene, non è così. Oltretutto uno degli errori più comuni di ogni apprendista cantante è il completo disinteresse per l’anatomia e la fisiologia delle strutture che sono preposte al canto stesso.

Chiunque suoni uno strumento, sia questo uno strumento a fiato, un pianoforte o uno strumento elettronico, lo ha smontato almeno una volta nella vita. Ha voluto vedere almeno per una volta come è fatto dentro, anche solo per una semplice manutenzione, e in questo modo ha visto come funziona. E molte volte, grazie a questa “indagine” ha scoperto come utilizzarlo al meglio o almeno ha preso coscienza di cosa fare per evitarne il deterioramento.

Perchè questo non avviene anche con lo “Strumento – Voce”?

Non ne ho la più pallida idea.

Forse perchè lo abbiamo fin dalla nascita e non abbiamo dovuto vagare per negozi per acquistarlo, forse perchè la parola e il canto sono atti il cui funzionamento avviene inconsapevolmente, non dobbiamo fare particolari sforzi o usare particolari accorgimenti per produrre suoni, forse non gli diamo la giusta importanza perchè lo abbiamo e lo utilizziamo da sempre…. chissà.

Comunque è bene mettersi in testa che lo strumento che abbiamo inserito nella nostra laringe è il più bello, il più complesso e il più delicato strumento che esista.

Dunque è vero: siamo tutti (potenziali) cantanti, a patto però che ci si prepari a fare due cose importanti: studiare l’anatomia e la fisiologia delle strutture preposte al canto e quindi il loro funzionamento, e affidarsi alle cure di un bravo maestro di canto (e qui la scelta, purtroppo, non è sempre facile).


Katiuscia Lanteri




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