LA TASTIERA ELETTRONICA
Esistono innumerevoli tipi di tastiera elettronica, di varie marche, varie dimensioni ed estensioni. Oggi i formati più comuni variano da quelli ridotti con 25 o 49 tasti, usati soprattutto come controller per moduli
sonori, ai classici 61 tasti, fino agli 88 tasti.
Non è raro incontrare tastieristi trincerati dietro una pila di tastiere che magari non usano neppure. Il mio consiglio è di utilizzare non più di due tastiere, magari una 61 tasti e una di 88. in questo modo si ha a disposizione una quantità di timbri più che sufficiente per affrontare qualsiasi genere musicale.
La tastiera elettronica si differenzia dagli altri strumenti elettrici o elettroacustici perchè la produzione del suono è completamente slegata dalla fisicità dello strumento. Il suono in altre parole è del tutto indipendente rispetto al materiale con il quale è composta, e viene prodotto artificialmente da circuiti elettronici sfruttando esclusivamente tecnologie di sintesi sonora.
Attraverso la pressione dei tasti si invia al sintetizzatore un segnale che comprende tutte le caratteristiche del suono: altezza, durata, timbro e intensità. Quest’ultima in particolare viene riprodotta attraverso la “Keyboard velocity“, che è un sistema che misura la velocità con la quale il tasto raggiunge la posizione più bassa. Se il tasto viene premuto con più forza impiega un tempo più breve per raggiungere la posizione più bassa e il suono risulterà più forte.
Il precursore dei moderni sintetizzatori è senz’altro il mitico Moog, dal nome del suo creatore Robert Moog, che basava la produzione del suono sulla cosiddetta “sintesi sottrattiva”.
Le tastiere elettroniche sono in grado quindi di riprodurre i timbri di innumerevoli strumenti anche acustici con un livello di perfezione assoluta, tanto da diventarne a volte un eccellente surrogato anche in occasione di concerti dal vivo e registrazioni in studio.
La tastiera elettronica è naturalmente l’unico strumento che non ha bisogno di accordatura, anzi viene usata di solito dagli altri componenti della band per accordare i propri strumenti. In questo caso è importante utilizzare un timbro di piano elettrico o vibrafono intonati regolarmente e senza trasposizioni. I suoni di organo o synt potrebbero infatti contenere armonici o essere intonati un’ottava o due sopra o sotto rendendo difficoltosa l’accordatura.
Collegamento al mixer.
Le tastiere elettroniche possiedono solitamente un’uscita Right/Mono o Left/Mono in cui il segnale stereo viene sommato ed è quindi possibile collegarle al mixer attraverso un solo cavo. Il consiglio però è di utilizzare le uscite stereo separate e collegarle a due ingressi mono o meglio ad un ingresso stereo. Nel caso in cui il mixer possieda i selettori Mic/Line, impostarli su Line.
La scelta della tastiera
Vale lo stesso principio degli altri strumenti musicali: per iniziare, una tastiera di fascia media o medio/alta è più che sufficiente. Non è produttivo cominciare a suonare su strumenti rotti, scadenti o malfunzionanti.L’abilità e la creatività di un tastierista verranno premiate anche grazie al suono che riuscirà a produrre.
Ma è anche controproducente ricercare subito lo strumento migliore e più costoso sul mercato ….. non anticipare i tempi, arriverà anche il momento di meritarsi il top. E poi non è la tastiera che fa il tastierista, Keith Emerson o Chick Corea sarebbero diventati dei mostri sacri anche con una pianola Bontempi!
Non scordarti di fare anche una visita nel reparto usato dei negozi, dove si possono trovare degli ottimi strumenti in buono stato e a prezzi davvero interessanti.
Se il negozio pratica il noleggio degli strumenti, potrebbe essere una buona occasione per provare la loro resa anche durante le prove o le serate, ma ricordati che anche gli strumenti elettronici come quelli acustici non “suonano” subito, hanno bisogno anche loro di una fase di assestamento prima di rendere in modo ottimale.
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“IMPARARE A SUONARE LA TASTIERA ELETTRONICA”
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Mirco Conforti

















