TEORIA MUSICALE: GLI ACCORDI SUL PIANOFORTE
Ora che abbiamo digerito i primi rudimenti di teoria musicale, possiamo sederci davanti al nostro pianoforte (o ad una qualsiasi tastiera elettronica), e provare finalmente ad eseguire gli accordi, per essere così in grado di accompagnare qualsiasi tipo di canzone.
In genere nei brani per pianoforte è la mano sinistra che ha il compito di accompagnare (con accordi, arpeggi, linee di basso) la mano destra, che esegue invece la melodia. Tuttavia, all’interno di un gruppo o di un’orchestra, anche la mano destra accompagna insieme alla sinistra.
Le combinazioni di accordi sono moltissime, ma qui iniziamo naturalmente con le semplici “triadi” che abbiamo già conosciuto nel post: “L’accordo tonale maggiore” e che sono utilizzate in genere nella musica pop.
Il jazz invece fa largo uso di accordi spesso dissonanti a quattro o cinque note che per ora possiamo benissimo tralasciare di esaminare.
Gli accordi, negli spartiti che si trovano normalmente in commercio, sono posti sopra o sotto il pentagramma e vengono indicati con delle sigle che vedremo man mano nel prosieguo dell’articolo. Sempre più spesso ormai queste sigle si rifanno alla notazione anglosassone che, ti ricordo, non chiama le note al nostro stesso modo, ma con le lettere dell’alfabeto cominciando dal La. E’ quindi bene memorizzare questo schema (che peraltro ho più volte inserito nei miei articoli precedenti), per non trovarsi in difficoltà in seguito:
LA SI DO RE MI FA SOL
A B C D E F G
E’ buona regola eseguire gli accordi il più vicino possibile al Do centrale (C4) per evitare interferenze con le note suonate dal basso, o all’opposto per evitare di eseguire suoni troppo acuti che andrebbero a cozzare con la melodia o con gli eventuali “assolo”di strumenti solisti.
Naturalmente per ogni accordo è possibile eseguire il rispettivo accordo di settima (indicato con un 7 posto dopo la sigla dell’accordo) nel modo che abbiamo già visto nel post “L’accordo tonale minore”, e cioè aggiungendo una terza minore alla triade già formata. Comunque per maggiore comprensione, alla fine dell’articolo ti illustro un esempio di accordo di settima.
Ti ricordo che tra gli accordi maggiori e gli omofoni minori a variare è solamente la modale, che nell’accordo minore va abbassata di 1/2 tono, mentre la tonica e la dominante rimangono invariate.
Cominiciamo allora con gli accordi semplici, mentre quelli un pò più complessi li tratto nel prossimo post: “Accordi sul pianoforte II parte”.
- Tra parentesi metto prima la sigla italiana e poi quella anglosassone -
Accordo di Do maggiore (Do, C)
Do, Mi, Sol, sono le note da suonare. Cioè alla prima nota dell’accordo, la tonale o fondamentale, si aggiunge una terza maggiore e sopra a questa una terza minore, quindi una quinta sopra la fondamentale.
Accordo di Do minore (Dom, Cm)
Do, Mib, Sol sono le note da suonare. E’ al contrario dell’accordo maggiore. Si aggiunge prima una terza minore alla fondamentale e poi una terza maggiore. L’intervallo tra le note estreme è sempre di quinta.
Ed ecco come sono scritti sul pentagramma questi due accordi:
Accordo di Re maggiore (Re, D)
Re, Fa#, La
Accordo di Re minore (Rem, Dm)
Re, Fa, La
Ed eccoli sul pentagramma:
Accordo di Mi maggiore (Mi, E)
Mi, Sol#, Si
Accordo di Mi minore (Mim, Em)
Mi, Sol, Si
E sul pentagramma:
A questo punto possiamo andare avanti senza le illustrazioni:
Fa maggiore (Fa, F): Fa, La, Do
Fa minore (Fam, Fm): Fa, Lab, Do
Sol maggiore (Sol, G): Sol, Si, Re
Sol minore (Solm, Gm): Sol, Sib, Re
La maggiore (La, A): La, Do#, Mi
La minore (Lam, Am): La, Do, Mi
Ed ora vediamo l’accordo di Si e la composizione dell’accordo di settima.
Si, Re#, Fa#
Si, Re, Fa#
Si, Re#, Fa#, La
Si costruisce aggiungendo una terza minore alla dominante dell’accordo. In questo specifico accordo la dominante è il Fa#, quindi si aggiunge un La. Naturlamente anche un accordo minore può essere di settima. In questo caso le note sarebbero: Si, Re, Fa#, La.
Passiamo adesso agli accordi in diesis (#) o bemolle (b):
Do# (Reb) C# (Db): Do# (Reb), Fa, Sol# (Lab)
Re# (Mib) D# (Eb): Re# (Mib), Sol, La#(Sib)
Fa# (Solb) F# (Gb): Fa# (Solb), La# (Sib), Do# (Reb)
Sol# (Lab) G# (Ab): Sol# (Lab), Do, Re#(Mib)
La# (Sib) A# (Bb): La# (Sib), Re, Fa
Naturalmente (ripeto), per gli accordi minori basta abbassare di 1/2 tono la nota modale.





















