TEORIA MUSICALE: IL PENTAGRAMMA

November 11th, 2009 | Categories: TEORIA MUSICALE


 TEORIA MUSICALE: IL PENTAGRAMMA

 TEORIA MUSICALE: IL PENTAGRAMMA

L’argomento di questo post è trattato anche nella videolezione:

IL PENTAGRAMMA

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Nel post precedente, “Le note musicali”, abbiamo visto che questi segni convenzionali, le note appunto, servono per determinare la durata relativa di un suono. Ma per indicare graficamente l’altezza del suono, cioè di che tipo di nota si tratta, che nome ha quella nota, se è un Do o un Fa o un Si bemolle, come si fa?

Fino dal Medioevo per indicare l’altezza di un suono si usa un sistema di linee orizzontali poste una sopra all’altra. Le note, cioè le figure di durata, vengono collocate sulle linee o negli spazi tra le linee per determinarne l’altezza.

Il problema è che per contenere tutti i suoni praticati dagli strumenti serve un numero di linee così grande da rendere impossibile la lettura della musica. Per esempio per indicare tutte le note della tastiera del pianoforte ci vorrebbero almeno 25 linee, ed è facile immaginare che leggere uno spartito con 25 linee e 24 spazi sarebbe davvero un’impresa ardua!

Allo stesso modo, ogni strumento e ogni voce usa una propria fascia di altezze, una propria estensione, che può essere diversa da quella degli altri. Ad esempio un violino usa una fascia di suoni molto più acuti di quella del contrabbasso.

Quindi, per poter rendere agevole la lettura della musica, si è scelto di selezionare solo cinque linee dal sistema complessivo. Ogni gruppo di cinque linee si chiama pentagramma (dal greco pente = cinque, e gramnnma = linea) o rigo musicale. Attenzione a non confondere il rigo musicale con la linea del pentagramma. Quando si parla di “linea” si intende una singola linea del pentagramma (la prima, la terza ecc..), quando si parla di “rigo musicale” si intende l’intero pentagramma.

 TEORIA MUSICALE: IL PENTAGRAMMAIn un pentagramma possono trovare sede 11 note, cinque sulle linee e quattro negli spazi, una sopra la linea superiore e una sotto la linea inferiore. Per indicare le note più ate e più basse si traccia di volta in volta un trattino di linea corrispondente, rispettivamente superiore o inferiore al pentagramma. Questo trattino viene detto taglio, che può essere posto in testa o in gola.

 TEORIA MUSICALE: IL PENTAGRAMMA
Esempio di tagli in testa
 TEORIA MUSICALE: IL PENTAGRAMMA
Esempio di tagli in gola

Per sapere quali siano esattamente le linee scelte, cioè quale parte del sistema complessivo di linee viene preso di volta in volta in considerazione, si usa collocare un segno convenzionale all’inizio del pentagramma: una chiave.

Dunque l’uso della chiave è determinante,  perchè senza di essa non potremmo sapere quale gruppo di cinque linee è stato estrapolato dal sistema complessivo, e non potremmo di conseguenza dare un nome (cioè un’altezza) alle note.

Le chiavi usate sono tre:

 TEORIA MUSICALE: IL PENTAGRAMMA La Chiave di Sol o Chiave di violino

 TEORIA MUSICALE: IL PENTAGRAMMA La Chiave di Fa o Chiave di basso

 TEORIA MUSICALE: IL PENTAGRAMMA La Chiave di Do

Nel doppio pentagramma (detto anche endecalineo, cioè di 11 linee, dal greco èndeca che significa undici) la Chiave di Do è posta al centro dei due pentagrammi e fissa la posizione del Do centrale.

Il Do centrale ha la caratteristica di essere un suono comune a tutte le voci e a tutti gli strumenti.

 TEORIA MUSICALE: IL PENTAGRAMMA

Ricapitolando:

l’endecalineo è un sistema di undici linee nel quale il Do centrale è posto sulla linea centrale, ossia la sesta. (Per conoscere la posizione sulla tastiera del pianoforte del Do centrale ti invito a leggere il post “La tastiera del pianoforte”). Il doppio pentagramma, tipico degli spartiti per pianoforte, non è altro che l’endecalineo senza la linea del Do centrale, sostituita da un taglio in testa sulla nota. Nella figura sopra, il Do centrale è la prima nota sia nel pentagramma superiore sia in quello inferiore. Le note del pentagramma superiore sono determinate dalla chiave di Sol e sono più alte rispetto al Do centrale. Le note del pentagramma inferiore sono determinate dalla chiave di Fa e sono più basse rispetto al Do centrale.

Per il pianoforte il rigo superiore indica le note da suonare con la mano destra e il rigo inferiore le note da suonare con la mano sinistra.

Nel prossimo post: “Leggere le note”, vedremo la posizione delle note nelle due chiavi.

Mirco Conforti



  1. saverio salerno
    March 17th, 2010 at 09:51
    Reply | Quote | #1

    E’ uno dei siti ben fatti!!!
    Complimenti