TEORIA MUSICALE: IL SUONO

L’argomento di questo post è trattato anche nella videolezione:
La musica e il canto non sono altro che una produzione di suoni determinati.
E allora vediamo di approfondire con questo articolo il concetto di suono.
La parola deriva dal latino sonus cioè una sensazione percepita dall’udito, ed è prodotto dalla vibrazione di corpi elastici.
Il suono può essere determinato nel caso che questa vibrazione sia regolare, oppure indeterminato nel caso sia irregolare (produzione di rumori).
I caratteri del suono sono:
- L’Altezza
- L’Intensità
- Il Timbro
- La Durata
L’Altezza del suono
Acuto, alto, grave, basso, sono i termini usati per indicare questo carattere del suono. Nel pianoforte e negli strumenti a tastiera otteniamo suoni sempre più acuti abbassando i tasti da sinistra verso destra. In tutti gli strumenti a corda (pianoforte compreso), ogni corda dà un suono di altezza diversa a seconda di quanto la corda sia sottile, tesa e corta. Nel flauto il suono più basso si ottiene tenendo chiusi tutti i fori. Questo perchè negli strumenti a fiato il suono è tanto più grave quanto più lunga è la porzione di tubo in cui l’aria viene fatta vibrare.
L’altezza di un suono dipende dal numero delle vibrazioni che il corpo vibrante produce in un minuto secondo (frequenza). Il suono è tanto più acuto quanto maggiore è il numero delle vibrazioni e tanto più grave quanto minore è il numero delle vibrazioni.
Il numero di vibrazioni che un corpo elastico può realizzare è praticamente illimitato e quindi all’uomo è teoricamente possibile produrre una gamma di suoni vastissima. Il problema però è che l’orecchio umano non percepisce tutti i suoni, ma solo una piccola parte e precisamente quelli che vanno da un minimo di 16 vibrazioni al secondo ad un massimo di 20.000. Nella pratica musicale comunque i suoni usati sono quelli compresi tra un minimo di circa 27 vibrazioni al secondo ed un massimo di circa 5.000.
Tutti i suoni oltre le 20.000 vibrazioni al secondo vengono detti ultrasuoni.
A titolo di curiosità: il cane può percepire suoni fino a 40.000 vibrazioni al secondo, il pipistrello fino a 120.000!
L’Intensità del suono
Con questo termine si indica la forza con cui si sente il suono che può essere perciò debole o intenso. Se ad esempio un tasto di un pianoforte viene abbassato delicatamente il suono prodotto sarà debole, al contrario sarà intenso se viene colpito con energia. In musica i termini utilizzati per indicare i vari livelli di intensità sono nell’ordine:
pianissimo – piano – mezzopiano – mezzoforte – forte – fortissimo
Il Timbro del suono
Per Timbro si intende quella qualità che ci permette di distinguere quale sia la fonte sonora del suono prodotto.
In altre parole, noi siamo in grado di riconoscere i vari strumenti, per esempio il suono del violino o del pianoforte, proprio grazie ai loro diversi timbri. Questo dipende dalla forma e dalla materia dello strumento stesso
indipendentemente dall’intensità e dall’altezza del suono prodotto.
Ogni persona ha il proprio particolare timbro di voce anche grazie alla conformazione delle ossa e delle cavità della testa.
La Durata del suono
Naturalmente la durata dipende dalla permanenza nel tempo del suono stesso. Ad esempio un battito secco su un legno produrrà un suono corto, breve. Mentre un gong lasciato vibrare dopo la percussione produrrà un suono lungo.
M.C










e bello