TEORIA MUSICALE: LEGGERE LA MUSICA: IL TEMPO

November 15th, 2009 | Categories: TEORIA MUSICALE


 TEORIA MUSICALE: LEGGERE LA MUSICA: IL TEMPO

 TEORIA MUSICALE: LEGGERE LA MUSICA: IL TEMPO

L’argomento di questo articolo è trattato anche nella videolezione:

TEMPO E RITMO

Eccoci arrivati all’ultimo elemento indispensabile per arrivare finalmente a leggere uno spartito musicale: il Tempo.

Non puoi comprendere appieno questo articolo se non hai letto prima i miei articoli precedenti sull’argomento, quindi se non lo hai ancora fatto ti invito a leggere nell’ordine:

  1. Il Suono
  2. Le note musicali
  3. Il pentagramma
  4. Leggere le note
  5. I segni dinamici dell’intensità

L’argomento “tempo” non è semplicissimo nè da spiegare nè da comprendere, ma cercherò di essere il più chiaro possibile. Quindi armiamoci di pazienza e buona volontà e partiamo….

Per permettere la lettura della musica, il pentagramma viene suddiviso con delle “stanghette” poste verticalmente attraverso il penagramma. Lo spazio compreso tra due stanghette si chiama “misura” o “battuta“.

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Per determinare la durata di ogni misura, si mette all’inizio del pezzo musicale, subito dopo la chiave, un numero frazionario dove il numeratore indica il numero dei tempi contenuti nella misura, e il denominatore indica il valore di questi tempi.

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Per esempio se io indico un tempo di 4/4 (che in musica in genere si scrive con la lettera C), significa che in ogni misura possono entrare una Semibreve (4/4), oppure due minime (2/4 + 2/4), oppure quattro semiminime (1/4 + 1/4 + 1/4 + 1/4) e così via.

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Oppure note con valori diversi, o caratterizzate da punti, o legature di valore, o pause, purchè la somma di tutti i segni dentro la misura sia 4/4.

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Nella prima battuta abbiamo una minima e due semiminime (2/4 + 1/4 + 1/4 = 4/4).

Nella seconda battuta abbiamo due semiminime e quattro crome (1/4 + 1/4 + 1/8 + 1/8 + 1/8 + 1/8 = 4/4).

Nella terza battuta ci sono una pausa di minima e una minima (2/4 + 2/4 = 4/4).

Nella quarta battuta una minima, una semiminima con un punto di valore e una croma (2/4 + 1/4 + 1/8 + 1/8 = 4/4).

In musica il tempo si batte con movimenti regolari della mano destra che sono un alternarsi del movimento in battere e del movimento in levare. Tutti i movimenti verticali dall’alto in basso si chiamano “movimenti in battere”, tutti gli altri, laterali o dal basso in alto, si chiamano “movimenti in levare”.

Per esempio in un tempo 2/4 per ogni misura si devono fare due movimenti della mano destra corrispondenti al tempo che la mano impiega a muoversi da A a C. Ogni movimento vale un tempo, cioè un quarto.

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Esistono due tipi di tempi:

 TEORIA MUSICALE: LEGGERE LA MUSICA: IL TEMPO I Tempi Semplici, in cui ogni movimento è divisibile in due parti

 TEORIA MUSICALE: LEGGERE LA MUSICA: IL TEMPO I Tempi Composti, in cui ogni movimento è divisibile in tre parti.

Esempi di TEMPI SEMPLICI

 TEORIA MUSICALE: LEGGERE LA MUSICA: IL TEMPO TEORIA MUSICALE: LEGGERE LA MUSICA: IL TEMPO TEORIA MUSICALE: LEGGERE LA MUSICA: IL TEMPO

Esempi di TEMPI COMPOSTI

 TEORIA MUSICALE: LEGGERE LA MUSICA: IL TEMPO TEORIA MUSICALE: LEGGERE LA MUSICA: IL TEMPO

Come vedi, nei tempi semplici ogni movimento è suddiviso in due parti (u-no, du-e).

Nei tempi composti ogni movimento ha suddivisione ternaria (u-no-o, du-e-e).

Ed ora vediamo come si battono con la mano questi tempi. Prendiamo ad esempio il tempo di quattro quarti.

ATTENZIONE: le freccette in giù indicano il movimento verticale della mano (verso il basso e ritorno), e le freccette verso destra o sinistra indicano il movimento della mano laterale a destra o a sinistra (e ritorno).

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Mentre per il tempo di 6/8:

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Oppure per il tempo di 9/8:

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 TEORIA MUSICALE: LEGGERE LA MUSICA: IL TEMPOTe l’avevo detto che non era una passeggiata! Ma ora andiamo a complicarci ancora un pò la vita:

 TEORIA MUSICALE: LEGGERE LA MUSICA: IL TEMPO Il ritmo

L’elemento fondamentale del discorso musicale, oltre al suono è il ritmo, che non è altro che una successione regolare di accenti forti e deboli, distribuiti in tante misure o battute.

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A volte però questi accenti sono spostati volutamente rispetto alla loro successione naturale dando luogo alla sincope e al contrattempo.

 TEORIA MUSICALE: LEGGERE LA MUSICA: IL TEMPO La sincope (leggi anche l’articolo: La musica jazz parte seconda)

La sincope è lo spostamento dell’accento ritmico dalla sua cadenza regolare. Il suono cioè invece di iniziare sul tempo forte comincia sul movimento debole.

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 TEORIA MUSICALE: LEGGERE LA MUSICA: IL TEMPO Il contrattempo

Nel contrattempo si ha lo stesso spostamento d’accenti che nella sincope, però qui il suono viene troncato dalla pausa.

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Bene, cerchiamo di assimilare e digerire tutte queste nozioni. Ci ritorneremo sicuramente sopra in post successivi, magari provando a leggere uno spartito insieme.

M.C.




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  1. saverio salerno
    January 9th, 2010 at 07:59
    Reply | Quote | #1

    Articoli ben fatti!!!!!!!!!!!
    COPLIMENTI

  2. saverio salerno
    February 21st, 2010 at 11:14
    Reply | Quote | #2

    GRANDE MIRCO!!!!!!!!
    salutoni saverio