MUSICA LEGGERA: cosa vuol dire?
Si, lo so, questa è la sezione dedicata alla teoria musicale e ti aspetti di continuare il cammino che abbiamo intrapreso fino ad ora nel mondo delle nozioni musicali.
Niente di più giusto.
Ma il mio obiettivo è interpretare questo argomento (la teoria, appunto..) come se fosse una bella chiacchierata tra amici, dove ogni tanto si può anche aprire una parentesi e divagare intorno a concetti di interesse particolare che la vastità dell’argomento offre.
Intendo allora chiudere con questo articolo la breve parentesi che ho aperto con: “Come ascoltare la musica, alcuni consigli” per poi continuare immediatamente con il prossimo articolo a trattare la teoria
musicale vera e propria.
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Ma torniamo a noi.
L’idea di scrivere questo post e quello precedente mi è venuta parlando con alcuni amici riguardo all’ascolto della musica in relazione ai vari generi musicali.
Sono due le domande che mi sono state poste in particolare, alle quali vorrei provare a dare qui una risposta:
Che cosa significa “musica leggera”? Come nasce questo genere musicale e perchè ha soppiantato nell’ascolto comune la musica impegnata?
Che cos’è il jazz e perchè ha avuto un così grande successo nel mondo tanto da influenzare molta musica contemporanea?
(Provo a rispondere senza la presunzione di essere esaustivo. Prendila giusto con lo spirito di una chiacchierata tra di noi).
Anche se l’incontro con la musica non può mancare di dare rilievo alla grande musica, non si deve sminuire l’importanza che riveste la musica leggera, a causa dell’interesse e della diffusione di questo genere musicale che come tale merita un approfondimento e qualche riflessione.
Perchè tanto interesse per questa musica?
Forse si può dare una spiegazione chiara attraverso un paragone.
Se si deve scegliere tra un gioco e un lavoro, in genere si è propensi a scegliere il gioco, anche se si sa che il gioco è fine a se stesso mentre il lavoro lascia una traccia più tangibile.
Si può quindi dire che il gioco è una “attività leggera”, mentre il lavoro è una “attività seria”.
Quando si parla di musica leggera si intende contrapporla proprio alla musica colta o classica che dir si voglia, per la sua caratteristica di svago e di divertimento implicito nell’andamento gradevole della melodia sostenuta da un accompagnamento ritmico.
Ritmo e melodia sono infatti due ingredienti importantissimi capaci di far gradire la musica a una grande massa di persone.
La musica leggera affonda le sue origini nelle danze popolari e, in tempi più recenti , risente dell’influenza del jazz.
Il ballabile e la canzone sono i generi base della musica leggera.
Il ballabile si basa propriamente sul ritmo mentre la canzone unisce il testo alla musica e assolve anche la
funzione di ballabile.
L’avvento della musica leggera lo possiamo datare alla fine dell’800, quando anche nella musica si è cominciata a creare una spaccatura sociale tra musica colta e musica popolare. Da questo punto in poi il genere leggero ha cominciato ad acquistare una sua fisionomia e una diffusione di massa grazie alla radio e al disco. Il grande boom è avvenuto poi negli anni cinquanta dello scorso secolo quando il disco non ebbe più il compito di diffondere canzoni giunte al successo per altre vie, ma diventa esso stesso la causa del successo, sicchè cantanti e canzoni nascono in funzione del disco stesso.
Se restiamo nell’ambito della canzone italiana, questa deve essere fatta risalire all’opera nel momento in cui il gusto popolare cominciò a isolare dal contesto dell’opera stessa le “arie” più significative che diventarono, per così dire, il prototipo della canzone moderna.
Il gusto popolare è stato spesso relegato al grado di sottocultura, ma non c’è niente di più sbagliato in questa tendenza. Invece la sensibilità popolare ha un suo gusto molto più genuino e istintivo rispetto alla cultura musicale ufficiale, che esibisce soltanto dei codici di ascolto ed è imbrigliata nel rigore degli schemi colti.
Arriviamo poi agli anni sessanta che sono stati rivoluzionari nel campo della musica leggera a causa dell’esplosione della musica beat per merito, soprattutto, dei Beatles. Il termine “beat” deriva sostanzialmente dal jazz e vuole indicare la “pulsazione ritmica”. E’ una musica di gruppo dove il suono diventa elettronico con largo impiego di chitarre elettriche.
Una certa importanza riveste anche la canzone francese, che vanta una grossa tradizione, ed ha influenzato in passato e, per certi versi ancora oggi, molti autori europei. Nella canzone francese si trova una vena intellettualistica che si intreccia con la vena popolare tipica degli chansonniers.
Questo, in breve, per quello che riguarda le origini e gli sviluppi passati della musica leggera, mentre per l’evoluzione recente, diciamo dagli anni 80 in poi, peraltro sotto gli occhi di tutti, non è necessario che mi dilunghi in disquisizioni intellettualistiche (anche perchè probabilmente tu ne saprai più di me!).
Il jazz merita un discorso a parte in quanto si distingue da tutti gli altri tipi di musica.
Va detto prima di tutto che la musica jazz nasce dai canti popolari neri verso la fine del XIX secolo.
Queste minoranze nere, presenti nel sud degli Stati Uniti, sfogarono oppressione e miseria di cui erano fatte oggetto nei canti di lavoro, nei canti religiosi e nei famosi “blues”, nei quali si ritrova l’antica origine della musica africana caratterizzata da ritmo e improvvisazione. E’ una musica composta, suonata e cantata come protesta, come preghiera e come liberazione sia morale che fisica. E’ il classico esempio di come la musica può scendere dal piedistallo in cui la colloca una minoranza piccolo borghese (spesso ignorante e bigotta), per identificarsi con le masse e interpretane le aspirazioni e i desideri.
L’esecutore jazz deve essere in grado di sfruttare al massimo le prestazioni degli strumenti, e per questo, molto spesso chi suona jazz ha un talento musicale fuori dal comune, o addirittura si tratta di veri e propri virtuosi.
Gli strumenti classici del jazz sono la batteria, il contrabbasso, la chitarra, il sax, il clarinetto, la tromba e il pianoforte.
Il jazz ha avuto così tanto successo in tutto il mondo, e ha influenzato dalla sua nascita in poi molta musica moderna perchè, al di là delle circostanze che ne hanno provocato la nascita, ha valori artistici propri e indiscutibili, riconoscibili in ogni tempo e che lo collocano nella storia della musica insieme ai suoi più grandi interpreti.
Mirco Conforti










