TEORIA MUSICALE: ANCORA TONALITA’ – LA MODULAZIONE TONALE
Eh sì, la tonalità è un argomento molto interessante ma anche complicato, e mi sono reso conto dalle mail che mi sono arrivate che è bene approfondire subito alcune parti. Mi ero ripromesso di non tornare immediatamente sull’argomento tonalità, ma di riprenderlo più avanti per consentire a tutti di assimilare i concetti dei post precedenti: “Le tonalità prima parte” e “Le tonalità seconda parte” che sono già di per sè di faticosa digestione. Ma forse è meglio chiarire prontamente alcuni punti oscuri o problematici.
Allora cominciamo. Ho detto nell’articolo precedente che è importante memorizzare il Circolo delle Tonalità sia nel modo maggiore che minore per:
ricordare la successione delle tonalità vicine sia in senso orario che antiorario, e questo è un esercizio abbastanza semplice: basta andare per quinte in senso orario e per quarte in senso antiorario partendo dalla tonalità di Do per il modo maggiore e La per il modo minore;
ricordare il numero di diesis e bemolle di ogni tonalità, e anche questo è solo un problema di memoria, si va in ordine crescente da 1 a 7 da Sol a Do# in senso orario per i diesis, e da 1 a 7 da Fa a Dob in senso antiorario per i bemolle;
ricordare l’ordine di successione dei diesis e dei bemolle, e per questo è sufficiente memorizzare l’armatura di chiave della tonalità di Do# per i diesis e di Dob per i bemolle:
Armatura di chiave di Do# maggiore (La# minore)
Armatura di chiave di Dob maggiore (Lab minore)
Mi spiego meglio. Come vedi nell’armatura in Do# la successione dei diesis è:
Fa, Do, Sol, Re, La, Mi, Si
ciò significa che andando in senso orario sopra il Circolo delle Tonalità, per le tonalità vicine ti troverai in chiave prima il Fa# (tonalità di Sol), poi il Fa# e il Do# (tonalità di Re), segue Fa#, Do# e Sol# (tonalità di La) e così via fino ad arrivare alla tonalità di Do# con tutti e sette i diesis in chiave.
Per i bemolle si fa la stessa cosa andando in senso antiorario e rovesciando l’ordine delle note alterate. Dopo la tonalità di La minore, che è la relativa minore di Do maggiore e non ha alterazioni in chiave, si va dalla tonalità di Fa con solo il Sib in chiave fino alla tonalità di Dob con tutti e sette i bemolle in chiave.
Lo schema è questo:
Con il termine “Campo Tonale” si indica l’affinità che esiste tra la tonalità maggiore e la sua relativa minore. Abbiamo visto ad esempio che il campo tonale di Sol maggiore è quello che utilizza la scala con un diesis (il Fa#). A seconda della tonica, abbiamo nello stesso campo tonale l’uno o l’altro modo. Se la tonica è la nota Sol avremo il modo maggiore, se la tonica è la nota Mi avremo il modo minore. Entrambe le tonalità utilizzano lo stesso “Campo Tonale”.
In un brano semplice, in genere la tonalità rimane la stessa per tutta la durata della composizione, mentre nei brani più elaborati ci sono spesso cambi di tonalità che sono avvertiti dal nostro orecchio come un ri-orientarsi di tutte le note, che perdono la loro funzione tonale, il loro carattere, per assumerne un’altro.
Questo passaggio da una tonalità ad un’altra viene detta modulazione.
Quando una melodia modula si sente chiaramente il diverso orientamento delle note rispetto alla nuova tonica che è andata a formarsi. Se ad un certo punto il nostro orecchio avverte che le note sono orientate verso una nuova tonica, significa che è avvenuta una modulazione. Se non si avverte nessun cambiamento e la tonica rimane sempre la stessa per tutto il brano, non c’è stata nessuna modulazione.
E’ importante abituare l’orecchio a sentire le modulazioni.
Esistono quattro tipi di modulazione:
I – modulazione modale (verso la tonalità relativa). In questo caso cambia la tonalità e il modo, ma non cambia il campo tonale. Ad esempio nella modulazione da Do maggiore a La minore il campo tonale è il medesimo, ma il modo cambia da maggiore a minore e la tonalità cambia da Do a La.
II – modulazione di campo tonale. Cambiano il campo tonale e il modo, ma non cambia la tonalità. Ad esempio da Do maggiore a Do minore la tonalità è la stessa, ma sia il modo (maggiore-minore) sia il campo tonale cambiano.
III modulazione tonale (verso tonalità vicine o lontane). In questo caso cambiano sia la tonalità sia il campo tonale, ma non cambia il modo. Nel caso di modulazione da Do maggiore a Sol maggiore (tonalità vicine) cambia la tonica quindi la tonalità, cambia il campo tonale, ma il modo (maggiore) non cambia.
IV modulazione tonale-modale (a tonalità vicine o lontane). Cambiano tutti e tre i parametri: tonalità, campo tonale e modo. Un esempio è la modulazione da Do maggiore a Mi minore.
Mirco Conforti












devo trascrivee un parte che è per strumento in si bemolle in parte per strumento in mi bemolle mi puoi aiutare???come devo fare??
Cia Anna Maria, puoi leggere i miei articoli riguardo al “trasporto”. Comincia da questo: Come trasportare una melodia parte seconda, e continua poi con l’articolo successivo. Se dopo hai ancora dei dubbi non esitare a scrivermi. Ciao
Mirco