TEORIA MUSICALE. IL TRASPORTO – COME TRASPORTARE UNA MELODIA – Parte I
Nei precedenti articoli sulle tonalità abbiamo visto come ogni brano musicale gravita intorno ad un suono che ha per il nostro orecchio quel senso di stabilità e di conclusione.
Ogni volta che una melodia cambia il suo punto di partenza, e quindi cambia la sua fondamentale, si dice che cambia tonalità. Questo spostamento viene detto trasporto.
Mentre quando si cambia il modo di una melodia (da maggiore a minore o viceversa) se ne altera anche il
carattere, quando si cambia il punto di partenza, la melodia appare sostanzialmente identica. Si parla di trasporto anche quando un brano viene eseguito ad una o più ottave di distanza.
E’ importante riuscire a padroneggiare il trasporto per adattare un canto alle potenzialità della nostra voce: lo si alza quando ha suoni troppo gravi, e lo si abbassa quando ha suoni troppo acuti per la nostra estensione vocale, o rispetto alle capacità vocali del cantante della nostra band.
Se dovessimo eseguire delle cover solo in tonalità originale, il nostro gruppo musicale avrebbe ben pochi brani in repertorio!
Il trasporto è poi assolutamente necessario per far cantare canzoni originariamente scritte per uomo ad una donna o viceversa.
Ma come si esegue il trasporto di una melodia?
Se dobbiamo accompagnare un brano eseguendo solamente accordi, non ci sono grossi problemi. Basta un pò di pratica e si riesce senza particolari difficoltà a trasportare qualsiasi canzone da una tonalità a un’altra suonando tutti gli accordi più alti o più bassi del numero di toni e semitoni con i quali abbiamo trasportato il brano.
Ad esempio se avessimo necessità di trasportare un tono e mezzo sopra, accompagnando solo con accordi, un brano come questo originariamente in tonalità di La maggiore (riguardati l’articolo sul “Circolo delle tonalità“), basta eseguire ogni accordo del brano un tono e mezzo sopra: il La diventa un Do, il Mi diventa un Sol e così via…
E’ importante riuscire a padroneggiare almeno questa pratica con semplicità e naturalezza e in tempo reale. Si dovrebbe cioè riuscire in sede di prove, a eseguire qualsiasi cambio di tonalità nel momento stesso in cui il cantante sta provando il brano, senza doversi trascrivere prima ogni variazione di accordi sul foglio. Questo facilita e velocizza l’ottimizzazione del brano per il cantante, e il tempo rimanente (di tempo per le prove ce n’è sempre poco!) può essere impiegato per studiare gli arrangiamenti e tutti gli accorgimenti che renderanno il brano caratteristico e “personale” anche se si tratta di una cover.
Nei prossimi articoli andremo a tuffarci nel mondo del cambio delle tonalità, del trasporto, in maniera approfondita e sistematica. Leggi subito:
“Teoria musicale. Il trasporto parte II”
M.C.




