TEORIA MUSICALE: LE TONALITA’ Seconda parte

January 10th, 2010 | Categories: TEORIA MUSICALE

Dopo il primo articolo di introduzione alle tonalità, che ti invito a leggere cliccando qui:

TEORIA MUSICALE: LE TONALITA’ prima parte

entriamo ora nel vivo della questione e vediamo come si distingue ogni tonalità dalle altre.

E’ presto detto: ogni tonalità si distingue dalle altre per il numero di suoni alterati che utilizza, cioè per il  numero di diesis e bemolle a cui ricorre.

Per esempio la tonalità di Fa# utilizza il Si bemolle al posto del Si naturale, oppure la tonalità di La utilizza il Fa#, il Do# e il Sol# al posto dei corrispondenti naturali.

Queste alterazioni non sono momentanee, ma permanenti lungo tutto il corso del brano, e per questo vengono scritte non davanti alla nota ogni volta che si presenta, bensì all’inizio del rigo musicale subito dopo la chiave, in questo modo:

 TEORIA MUSICALE: LE TONALITA Seconda parte

Nel caso di un brano per pianoforte avrai un rigo scritto in questa maniera:

 TEORIA MUSICALE: LE TONALITA Seconda parte

In uno spartito così scritto, ogni Si, Mi, La, Re che ti trovi davanti deve essere inteso come bemolle. In questo caso la tonalità del brano sarà La bemolle. Questo raggruppamento di alterazioni all’inizio del rigo musicale si chiama armatura di chiave.

E’ assolutamente indispensabile quindi sapere di quanti suoni alterati si serve ciascuna tonalità per riconoscere a prima vista la tonalità del brano che si sta eseguendo.

Per questo esiste uno strumento antico ma validissimo per memorizzare le tonalità:

- Il Circolo delle Tonalità o delle quinte ascendenti.-

Il circolo delle tonalità si legge in senso orario e ogni punto indica una tonalità.

 TEORIA MUSICALE: LE TONALITA Seconda partePer il modo maggiore:

 TEORIA MUSICALE: LE TONALITA Seconda parte

 TEORIA MUSICALE: LE TONALITA Seconda partePer il modo minore:

 TEORIA MUSICALE: LE TONALITA Seconda parte

Il Circolo delle tonalità (o delle quinte) si legge in questo modo: partendo dalla tonalità di Do per il modo maggiore, e dalla tonalità di La per il modo minore, i quali abbiamo visto non contengono suoni alterati, si procede per quinte ascendenti.

Se non sai cosa significa procedere per quinte, ti invito a leggere gli articoli  “Gli intervalli” e “L’accordo tonale maggiore”.

Per le tonalità maggiori, la quinta ascendente della scala di Do è Sol. Osservando la tonalità di Sol vediamo che si differenzia da quella di Do per una sola nota alterata: il Fa#. Queste tonalità vengono dette “vicine“.

Due tonalità si dicono vicine quando si differenziano per una sola nota alterata in chiave.

Andando avanti, la quinta di Sol è Re. Vediamo che la tonalità di Re ha due note alterate: il Fa# e il Do#.

La tonalità di Sol ha quindi come tonalità vicine sia quella di Do che quella di Re. Da questo si evince che “le tonalità vicine sono quelle le cui fondamentali distano fra loro un intervallo di quinta”.

Continuando così in senso orario vedi che le tonalità sono disposte secondo il numero delle note alterate in modo crescente per i diesis e decrescente per i bemolle.

Si procede in questo modo anche per le tonalità minori.

L’ideale sarebbe imprimersi nella memoria il circolo delle tonalità in modo da ricordare:

1) la successione delle tonalità vicine sia in senso orario che in senso antiorario;

2) il numero dei diesis e dei bemolle di ogni tonalità;

3) l’ordine di successione dei diesis e quello dei bemolle.

Un aiuto per la memorizzazione delle tonalità può dartelo anche questa tabella:

 TEORIA MUSICALE: LE TONALITA Seconda parte

Bene… mi pare che ci sia una discreta quantità di materiale su cui studiare. Applicati con calma, e se hai qualche dubbio non esitare a scrivermi.

Con lo studio delle tonalità non abbiamo finito qui, ci torneremo sopra in post successivi, ma se riesci a memorizzare queste nozioni (e con un minimo di impegno ci riesci) sei a buon punto!

A presto…

Mirco conforti