TEORIA MUSICALE. STRUMENTI TRASPOSITORI

Nell’articolo “Come trasportare una melodia” e negli articoli successivi “Il trasporto parte seconda” e “Il trasporto parte terza”, nonchè nell’articolo “Trasportare una melodia: esempio pratico”, abbiamo imparato ad eseguire un brano ad un’altezza diversa da quella scritta, abbiamo cioè conosciuto il trasporto.

Ma qual’è lo scopo del trasporto? Perchè è importante saper trasportare una melodia?

Si può trasportare una melodia, per esempio, per adattarla alla propria estensione vocale. Sappiamo che le capacità e le estensioni vocali cambiano da individuo a individuo, e soprattutto cambiano secondo il sesso. Se un uomo vuole cantare un brano scritto originariamente per donna, deve necessariamente trasportare la melodia alla sua tonalità.

La pratica del trasporto strumentale, poi, è importante sia per padroneggiare il proprio strumento, sia, nella musica d’insieme, per la frequente necessità di adeguarsi ai bisogni di altri strumenti o voci.

Conoscere bene i meccanismi del trasporto è anche indispensabile ad un direttore d’orchestra, per leggere la musica scritta per certi strumenti (soprattutto della famiglia dei fiati) detti strumenti traspositori.

Gli strumenti traspositori sono intonati a partire da un suono base diverso dal Do. Per esempio il suono-base del sassofono contralto è il Mib sotto il Do centrale, più precisamente una sesta maggiore sotto (leggi il mio articolo sugli intervalli musicali). Ne consegue che la scala più naturale per il sax contralto non è quella di Do, ma quella di Mib.

D’altra parte, però, la scala più semplice da scrivere è quella di Do, perciò per facilitare la lettura al suonatore di sax contralto si usa scrivere in Do maggiore le musiche che in quello strumento risultano suonare effettivamente in tonalità di Mib.

Il risultato è che il sassofonista che vede scritto un Do, esegue il suono base del proprio strumento, appunto il Mib. Quindi tutte le note del sax contralto vengono scritte quattro toni e mezzo sopra rispetto ai suoni effettivamente prodotti, detti suoni reali. Lo stesso avviene per ogni altro strumento traspositore, ognuno dei quali ha la sua intonazione base.

Altro esempio: il corno in Fa ha come suono-base il Fa posto una quinta sotto al Do centrale, quindi tutte le note per il corno in Fa risulteranno scritte una quinta sopra rispetto ai suoni effettivamente prodotti.

Se per il cornista e per tutti gli altri strumenti traspositori questa è una facilitazione, per ogni altro lettore è invece una complicazione, infatti se un pianista volesse suonare una melodia scritta per corno, alla stessa altezza a cui la esegue il corno, dovrebbe suonarla tutta una quinta sotto.

Quando si deve scrivere una musica per uno strumento traspositore, si deve sempre tener presente la tonalità base di quello strumento. Prendiamo ancora come esempio il corno in Fa: abbiamo visto che quando il musicista vede scritto Do centrale, produce un suono che in realtà è un Fa posto sul quarto rigo in chiave di basso. Quindi per fargli suonare un Fa occorre scrivergli un Do. Tutta la musica per corno va perciò scritta una quinta sopra rispetto ai suoni che si desidera che il corno esegua.

Ma in questo modo si viene a cambiare anche la tonalità, per cui all’inizio del rigo è necessario scrivere anche le alterazioni proprie della nuova tonalità di lettura. Per esempio se si vuole far suonare il corno in Re maggiore (2 diesis in chiave), si dovrà scrivere la partitura nella tonalità posta una quinta sopra al Re, cioè in La maggiore, con 3 diesis in chiave. (Per una maggiore comprensione del concetto di tonalità e modulazione tonale ti invito a leggere l’articolo “Le tonalità prima parte” e seguenti).

Quando si deve leggere una musica scritta per strumenti traspositori invece si fa il procedimento inverso, e quindi dove nella parte del corno si vede scritto un Do si intona un Fa, dove si vede un Sol si intona un Do e così via, ricordandosi che trasportando da Do maggiore a Fa maggiore il Si naturale diventa Sib ecc. ecc…

Potrebbe sembrare un procedimento difficoltoso, ma se leggi attentamente gli articoli sulla modulazione tonale, vedrai che le nebbie svaniranno.

Qui di seguito ti ho preparato una tabella che mostra l’intonazione dei principali strumenti traspositori:

 TEORIA MUSICALE. STRUMENTI TRASPOSITORI

A presto!

Mirco Conforti


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