TEORIA MUSICALE. SUONARE LA CHITARRA: TECNICHE SOLISTICHE SU UNA CORDA
Questo è il terzo articolo dedicato alla chitarra. Nei due precedenti: “Suonare la chitarra” e “Suonare la chitarra: l’intavolatura”, abbiamo conosciuto i vari tipi di chitarre, abbiamo visto come accordare la
chitarra, dato uno sguardo all’intavolatura e ad altri piccoli consigli e accorgimenti.
Nell’esempio di griglia base dell’intavolatura avrai notato due indicazioni di esecuzione: il “martello” e il “tirato”. In questo articolo cerchiamo di approfondire questi concetti ed altri che fanno parte delle tecniche solistiche su una corda. Attraverso queste tecniche, mentre la mano sinistra suona una certa nota, puoi modificare e controllare il suono mentre ancora la nota vibra, o per passare alla nota successiva.
Tali tecniche possono essere divise (abbastanza sommariamente) in quattro categorie:
Le tecniche solistiche su una corda sono parte essenziale del repertorio della chitarra solista, e ne esistono tante varianti quanti sono i chitarristi. Formano la base di innumerevoli fraseggi personali che sono il marchio di ogni chitarrista solista, soprattutto nella fase di improvvisazione.
1 – martellati:
Le tecniche di martello implicano l’esecuzione di due o più note con un solo tocco della corda. Includono il a) martello vero e proprio (ascendente) e il b) tirato (discendente), e i c) trilli.
a) Esempio di martello: suona un Mi sulla prima corda (a vuoto) e poi, senza più colpire la corda con la mano destra, porta l’indice della sinistra con decisione sul primo tasto. In questo modo la nota continuerà a vibrare, ma il suono salirà di mezzo tono da Mi a Fa.
L’ottimizzazione dell’effetto martello dipende da due fattori: il tempo che lasci passare da quando pizzichi la corda a vuoto con la destra e l’esecuzione del martello con la sinistra, e dalla rapidità e energia con la quale premi il dito della mano sinistra contro la corda in vibrazione.
Il martello può essere eseguito per quattro note successive (essendo quattro le dita della mano sinistra che possono colpire la corda): iniziando con una nota premuta dall’indice, e poi martellando con tutte le altre dita ad una ad una, puoi suonare quattro note ascendenti con un solo tocco della destra.
b) Esempio di tirato: comincia questa volta con la nota premuta sul tasto, per poi passare alla corda a vuoto o ad un tasto più indietro. In questo caso il tono della nota, al contrario del martello, scende.
Il tirato richiede più attenzione rispetto al martello se vuoi che entrambe le note si sentano distintamente. Devi tirare via con decisione il dito della sinistra “pizzicando” con il polpastrello la corda mantenendola in vibrazione. Se tiri troppo lentamente, non prenderai la corda e la seconda nota non si sentirà bene.
Il tirato su quattro tasti permette di suonare quattro note discendenti con un solo tocco della mano destra. Inizia con tutte le dita della mano sinistra su una stessa corda, un dito per tasto. Suona la nota che è premuta dal mignolo e poi “tira” via di seguito tutte le dita.
I tirati a quattro tasti possono essere combinati con i martelli sempre a quattro tasti.
c) Esempio di trillo: che non è altro che una rapida alternanza di due note. Premi la nota inferiore delle due, suonala una volta e poi fai un rapido martello ascendente e discendente con la nota superiore. La corda deve vibrare uniformemente e produrre un suono distinto.
2 – scivolati:
Anche qui si ottengono due note toccandone una sola con la destra. La differenza sta nel fatto che in questo caso si passa attraverso note intermedie.
Lo scivolato (slide) è più facile da eseguire sulla chitarra che su altri strumenti. Anzi, per alcuni è addirittura impossibile. Si esegue meglio con il medio o l’anulare della sinistra, perchè così si lasciano liberi l’indice e il mignolo, che alla fine dello slide possono così proseguire la frase risalendo o discendendo.
In genere gli scivolati ascendenti sono più facili di quelli discendenti, perchè risalendo lungo il manico il volume tende ad aumentare. Non serve una abilità particolare, ma solo una certa costante pressione del dito sulla corda. Eseguendo uno scivolato verso il basso, ti accorgerai che serve una maggiore pressione perchè la corda seguiti a vibrare in modo corretto.
La pressione del dito è l’unico segreto degli slide sia ascendenti che discendenti. In poche parole devi imparare a staccare la mano sinistra dal manico in modo che il dito rimanga come unico punto di contatto saldo. Quando il dito raggiunge la nota finale dello scivolato, il resto della mano deve tornare a stringere il manico della chitarra.
La chitarra, inoltre, è l’unico strumento sul quale si possono far scivolare verso l’alto o verso il basso interi accordi. Il principio degli accordi scivolati è lo stesso delle singole note, ma richiede un maggior controllo per mantenere tutte le dita nella giusta posizione sulle diverse note dell’accordo.
Gli accordi scivolati di maggior effetto sono quelli che coprono un intervallo di quarta (5 tasti), di quinta (7 tasti) e di ottava (12 tasti). Le quinte scivolate su accordi suonati sulle note basse, sono una caratteristica tipica dell’heavy metal, dove il sustain e la distorsione rendono più facile lo slide di quanto non avvenga con il suono naturale della corda.
Per maggiori chiarimenti sugli intervalli leggi il mio post dedicato cliccando sul link: GLI INTERVALLI
3 – glissati:
Il glissato è una delle tecniche fondamentali, soprattutto nel rock. In genere il tono della nota glissata viene alzato di un semitono (l’equivalente di un tasto), un tono (l’equivalente di due tasti) o un tono e mezzo (tre tasti). Si può forzare una corda fino ad alzare il tono della nota dell’equivalente di quattro tasti (due toni), ma questo richiede l’uso di corde molto sottili e una notevole forza nelle dita. Il difficile nell’eseguire questo effetto, è riuscire a tenere la corda accordata, in quanto glissare su una nota per più di un tono tende a scordarla, anche se per la verità la tenuta della corda dipende molto spesso dall’età della corda stessa. Per evitare che si scordino le corde occorre prestare molta attenzione agli avvolgimenti sulle meccaniche e al loro assestamento quando sono nuove.
Per un principiante è consigliabile fare pratica con il glissato con l’anulare perchè la leva formata dall’anulare e dal pollice dà la forza necessaria a eseguire l’effetto. Importante mantenere il centro del polpastrello sulla corda per evitare che si impigli nell’unghia o scivoli sotto.
Si può “stirare” la corda spingendo in entrambi i sensi, ma in genere spingendo verso l’alto, cioè verso le corde basse, si ha un miglior controllo che tirando verso il basso. Quando spingi una corda verso l’alto, tutta la tua mano accompagnerà lo sforzo, mentre tirando verso il basso sarà il solo dito a doverlo compiere.
Per eseguire correttamente un glissato dovrai concentrarti sul tono e sul rumore. E’ vitale che si arrivi al tono giusto: una nota glissata che non arrivi alla nota desiderata provoca sempre un’impressione terribile! Di quanto poi la corda deve essere sforzata per arrivare alla nota dipende dallo spessore della corda (la seconda e la terza corda sono le più facili per i glissati), dovrai perciò procedere ad orecchio, perchè volerlo calcolare, otre che impossibile, sarebbe anche assurdo. Con un pò di esercizio sarai presto in grado di scoprire quale sia il rapporto tra lo sforzo e il tono.
Per ciò che riguarda i rumori indesiderati, questi in genere vengono prodotti quando vengono colpite accidentalmente altre corde con il dito che sta eseguendo l’effetto. Ci sono diversi modi di eliminare questi rumori. Uno ad esempio è quello di stoppare le corde adiacenti con l’indice o il medio, dietro al tasto sul quale si esegue il glissato.
Oltre ai glissati ascendenti si possono effettuare, naturalmente, glissati discendenti. In questo caso si inizia con la corda già sforzata, la si colpisce, e poi si fa tornare al suo tono normale. L’effetto è quello di una nota singola che scende di tono.
4 – vibrati:
E’ una leggera e rapida variazione alternata di tono. L’effetto vibrato può dare un tocco di sentimento anche alla più semplice linea melodica.
Le tecniche di base per eseguire il vibrato sono soprattutto due, anche se ogni chitarrista ha il suo modo personale, leggermente diverso dagli altri.
Si può ottenere un vibrato attraverso un movimento orizzontale o verticale. Il primo è quello più tradizionale: viene mossa l’intera mano sinistra lateralmente, stando paralleli al manico, mentre viene premuta una nota o un accordo. Risulterà più facile se si rilascia o addirittura si toglie il pollice dal dorso del manico. Il contatto tra il dito e la corda non cambia, ma l’effetto ondulatorio avanti e indietro causa una sottile variazione di pressione che dà luogo al vibrato.
Il movimento verticale è più spesso usato insieme alle note glissate, poichè comporta un lieve e rapido movimento in alto e in basso.
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SUONARE LA CHITARRA: LE MANI E LA POSIZIONE DELLE DITA
Mirco Conforti








