TEORIA MUSICALE: TEMPO E RITMO

Abbiamo visto nel post: “Leggere la musica: il tempo”, che il brano musicale viene suddiviso in tante misure o battute, e per determinare la durata di ogni misura si mette all’inizio del pezzo, immediatamente dopo la chiave, una indicazione composta da un mumero frazionario nel quale il mumeratore indica il numero dei tempi contenuti nella misura, e il denominatore indica il valore di questi tempi.

 TEORIA MUSICALE: TEMPO E RITMO

Per maggiori delucidazioni ti invito a leggere il post in questione.

E fin qui il tempo; ma il ritmo che cosa è? Che cosa si intende per ritmo musicale?

Per ritmo si intende una successione di movimenti che si ripetono sempre uguali. Se osserviamo ad esempio l’oscillazione del pendolo di un orologio (di quelli che ormai non si trovano più), vediamo che il tempo impiegato da questo per compiere il ciclo completo, cioè per tornare al punto di partenza, è sempre lo stesso, ovvero il movimento sarà sempre della stessa durata e della stessa velocità.

Questo movimento viene detto isocrono, ed è il più semplice esempio di movimento ritmico.

Il ritmo è perciò un movimento con una cadenza regolare.

Lo stesso avviene in musica: il ritmo non è altro che una successione regolare di acccenti forti e accenti deboli che vengono distribuiti in tante misure o battute.

Esistono due tipi di accenti ritmici :

 TEORIA MUSICALE: TEMPO E RITMOgli accenti principali (forti, mezzoforti e deboli)

 TEORIA MUSICALE: TEMPO E RITMOgli accenti secondari (quelli che cadono sulle suddivisioni di ogni movimento)

E abbiamo anche due tipi di tempi:

 TEORIA MUSICALE: TEMPO E RITMOi tempi semplici (il cui movimento è divisibile in due parti)

 TEORIA MUSICALE: TEMPO E RITMOi tempi composti (il cui movimento è divisibile in tre parti)

 TEORIA MUSICALE: TEMPO E RITMO

Alt!! Non farti prendere dal panico ….. vediamo di fare qualche esempio per riuscire a comprendere meglio il concetto.

Qui sotto un esempio di tempo semplice con gli accenti rispettivi. Con F indico il tempo forte, Con D il tempo debole e con d gli accenti secondari.

 TEORIA MUSICALE: TEMPO E RITMOCome vedi il quarto nei tempi semplici è formato da due ottavi. Ogni battuta presenta accenti principali (F,D) che cadono si singoli tempi, e accenti secondari (d) che cadono nelle suddivisioni.

Di seguito invece un esempio di tempo composto:

 TEORIA MUSICALE: TEMPO E RITMO

Qui l’unità di tempo ha una suddivisione ternaria. Oltre agli accenti principali che cadono su ognuno dei movimenti, troviamo gli accenti secondari che (poichè la suddivisione è ternaria) saranno due ogni movimento, anzichè uno come nel caso dei tempi semplici.

 TEORIA MUSICALE: TEMPO E RITMO In questi esempi il tempo composto 6/8 è il corrispondente del tempo semplice di 2/4. Per trovare la corrispondente composta di una misura semplice basta moltiplicare il numeratore per 3 e il denominatore per 2. Nel nostro caso infatti, partendo dalla misura di 2/4:

2/4 x 3/2 = 6/8

La misura semplice e la relativa composta si somigliano, perchè hanno gli stessi accenti ritmici e lo stesso numero di tempi (infatti 2/4 e 6/8 hanno entrambi 2 movimenti). Si differenziano solo per la suddivisione ritmica, in quanto il tempo semplice ha suddivisione binaria (u-no, du-e) e il tempo composto ha suddivisione ternaria (u-no-o, du-e-e).

Mirco conforti


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